Fabrizio “Fiorello” Antonelli – fotografo di viaggi

Fabrizio “Fiorello” Antonelli – fotografo di viaggi

di Piera Salvi. Foto: Gabriele Bellini

dicembre 2019

Si definisce un pittore, ma il suo pennello è la macchina fotografica e ogni foto è una storia. Questo artista della fotografia è Fabrizio Antonelli, pistoiese ma a pieno titolo aglianese, perché a Pistoia ci abita ma ad Agliana ci lavora dal 1993 come dipendente comunale: pulminista per ventitré anni e poi passato all’ufficio messi.

Per tutti gli aglianesi lui è ancora “Fiorello”, come veniva soprannominato dai bambini quando li accompagnava con lo scuolabus. Erano gli anni in cui il noto showman Rosario Fiorello aveva ancora il codino e si imponeva come fenomeno televisivo con il Karaoke. Anche Fabrizio Antonelli aveva il codino e accompagnava gli alunni a scuola, poi li riportava a casa a suon di musica. «Mettevo musica di vario genere, adatta ai bambini» racconta. E se è diventato un mito il poliedrico Fiorello nazionale, Fabrizio è diventato un mito locale, forse perché anche il Fiorello di casa nostra ha una forte carica di simpatia. Sono migliaia gli alunni che ha trasportato con lo scuolabus comunale che lo ricordano con grande piacere. Nel luglio 2011 organizzò anche il “Fiorello school bus day”, un evento a doppio scopo: fare beneficenza e riunire gli ex scolari che per anni lui aveva trasportato con il pulmino. Fu addirittura allestito un palco in una parte dello stadio comunale di Agliana per la musica, e parteciparono all’evento scuole di ballo aglianesi, oltre a una moltitudine di ex scolari: un vero successo. «Avevo creato anche il gruppo Facebook “Fiorello school bus driver”, che è ancora attivo» racconta. Il Fiorello locale ha anche una bella voce da baritono. «Sì ho frequentato i corsi di canto ad Agliana» riferisce, «nel laboratorio da cui è nata la corale Terra Betinga. Mi avevano stimolato, ho fatto delle esibizioni in pubblico, ma poi ho lasciato perdere, non era la mia vera passione, lo facevo solo per divertimento».

La tua vera passione è catturare immagini: quando l’hai scoperta?

«Negli anni Novanta, viaggiando con il fotoreporter pistoiese Luca Bracali, ormai affermato a livello internazionale. All’epoca eravamo due amici appassionati di viaggi e di fotografia. Il vero stimolo che mi ha fatto scoprire questa grande passione è stato il tour con Bracali, dallo Sri Lanka alle Maldive. Da allora ho visitato settanta Paesi, in pratica ho toccato tutti i continenti».

Antonelli, come un vero esploratore, ha immortalato i più diversi paesaggi; per esempio nel 2019 è passato dall’Irlanda all’Etiopia. Nei suoi numerosi viaggi ha affrontato le temperature polari dell’Alaska e del Canada, fino a meno 50 gradi sotto zero e quelle tropicali dell’Africa con una caldo di oltre 50 gradi. Ha catturato con l’obiettivo una stupenda aurora boreale e gli occhi (eccezionalmente azzurri) di un bambino africano. Passione, certo, ma anche resistenza fisica, oltre allo spirito d’avventura, per cogliere gli attimi irripetibili che offre la natura o le espressioni sui volti umani. «Quando devo fotografare un soggetto, che sia un paesaggio o una persona» ci rivela «entro in un mondo che mi porta alla massima concentrazione tra me e l’oggetto da fotografare. Il clic mi dà il massimo dell’adrenalina. è bello poter trasmettere con immagini le sensazioni, lasciare un’impronta di me».

Può capitare però che non ci siano le condizioni favorevoli per il clic magico che possa trasmettere a pieno le sensazioni. Cosa fai in quei casi?

«Spesso devo studiare le ore giuste per catturare ciò che mi sono prefisso. Per esempio per fotografare l’orso polare lo devi aspettare, con le temperature proibitive e il rischio di scaricare le batterie della macchina fotografica».

Nei tuoi viaggi prevale l’avventura o l’organizzazione?

«C’è molta avventura ma, a seconda dei luoghi, bisogna anche avere la consapevolezza dei rischi che si possono correre. In alcuni casi è opportuna anche l’organizzazione, contattando i tour operator del posto che conoscono le zone e le persone con cui mi troverò in contatto».

Tante sono però le soddisfazioni raccolte da Antonelli. Ha collaborato alla realizzazione di libri, ha ottenuto premi a concorsi internazionali, alcune sue foto sono state pubblicate sulla rivista Focus, viene chiamato in giuria ai concorsi fotografici, oppure a tenere incontri nelle scuole.

Fabrizio si sente ormai un “figlio del mondo” e viene da chiedergli: quali sogni hai ancora nel cassetto dopo avere visitato ben settanta Paesi nel globo terrestre?

«Un sogno è fotografare i pinguini imperatori nell’Antartide e penso di poterlo realizzare».

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