Martina Fantacci – un’artista dietro il bancone

Martina Fantacci – un’artista dietro il bancone

di Marco Bagnoli. Foto: Gabriele Bellini

marzo 2018

Agliana si sa, è terra di creativi; quest’oggi andiamo a fare la conoscenza di Martina Fantacci. Martina è una ragazza di trent’anni, da sette anni titolare dell’Office cafè, in piazza Bellucci. È proprio il suo bar che rappresenta al meglio l’immagine e il centro stesso del suo personalissimo universo. Fin dai tempi dell’istituto d’arte, cui si iscrisse dopo aver frequentato per alcuni anni il liceo linguistico, Martina ha sempre utilizzato alcuni locali della vecchia falegnameria di famiglia, quella di nonno Marcello, per dipingere e creare in completa libertà.

L’aria di famiglia si intensifica se possibile ancor di più con l’avvento dell’Office cafè – chiamato così perché così tutti chiamavano quel suo personale rifugio dove riceveva gli amici, «l’ufficio dalla Marty». Nel 2010 infatti prende la decisione di destinare l’intero spazio della vecchia falegnameria di sua proprietà a bar; ad affiancarla nell’operazione è il cugino Lorenzo, col quale condivide i primi due anni di questo nuovo percorso di vita. Passati altri sei mesi sarà la mamma, Edda, a divenire socia a tutti gli effetti e principale collaboratrice, assieme al fratello Marco. Nel frattempo però il flusso incessante della sua creatività ha individuato un nuovo obiettivo col quale misurarsi: dal 2008 la troviamo infatti studentessa universitaria presso l’Accademia di belle arti di Firenze. Quelli dell’università saranno anni densi di avvenimenti ed esperienze: prima di tutto si consolidano le passioni e le influenze, partendo da Picasso per arrivare a Velasquez, Goya, Rembrandt, ma anche Michelangelo, Keith Haring, Escher e Van Gogh – i nomi sarebbero tanti, a nominarli tutti come si fa? In quegli anni avrà occasione di frequentare un corso negli Stati Uniti, vincerà un concorso, proprio nel 2008, per una locandina sul tema della festa della donna organizzata dal Ministero per i beni e attività culturali (Mibac), ma soprattutto sperimenterà sulla sua pelle l’esperienza fresca e stimolante dell’essere uno studente lavoratore, che chiude il bar anche alle due di notte per poi doversi alzare alle sei della stessa mattina per frequentare i vari corsi e laboratori a Firenze. È decisamente troppo e Martina ritiene di averne abbastanza, ma soprattutto ritiene di avere ormai assorbito tutto quello che era in grado di assorbire dalla scuola; abbandona così gli studi e si dedica corpo e anima all’Office cafè.

Questa sua creazione, costruita piano piano come una vera casa, è un ambiente dalle atmosfere domestiche, rilassanti e rigeneranti come ritrovarsi nella tranquillità della propria dimora. Martina lo ha creato come una fedele rappresentazione del proprio universo mentale: ci sono i suoi quadri, le borse e le magliette da lei disegnate, le sue riviste e i suoi fumetti; ci sono i dischi in vinile e tutta la musica stipabile tra Bach, la tech house e Miles Davis, passando per Buscaglione, Gaber e Jannacci. Organizza aperitivi a tema, ma anche le meno prevedibili serate di poesia e presentazioni di libri; degustazioni eventi e musica dal vivo. Nel 2011 è stata allestita una proiezione di suoi disegni sulla facciata del locale, realizzata da Mothlab mapping; la cosa si è ripetuta nel 2016 e nel 2017, questa volta ad opera dei Mohabitat di Prato.

Da dieci anni Martina è anche modella per Clotilde, il duo di stiliste con loft nel Ronco, e mentre si mette in posa per le foto ci ricorda l’appuntamento del carnevale col venerdì grasso. Noi ci eravamo, e voi?

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