Mercedes Chiti – poetessa

Mercedes Chiti – poetessa

di Serena Michelozzi

marzo 2019

La poesia non è che un miraggio.

Un miraggio affascinante che un’anima

sensibile intravede là dove si delinea

l’orizzonte, subito pronta a correre

per raggiungerlo.

E quando il miraggio si dilegua e si

scinde in mille altri miraggi, l’anima

è di nuovo pronta per una nuova corsa,

più lontano, sempre più lontano…

Non è facile dare un esatto significato al termine poesia, ma Mercedes Chiti, poetessa, attraverso il suo brano – sopra citato – riesce benissimo a comunicarci addirittura l’essenza ontologica della poesia stessa. Per Mercedes scrivere è una dote innata e fin da bambina ha scritto poesie e racconti, ed ha raccolto i suoi ricordi nel volume “Il bosco del pungitopo”, stampandolo a proprie spese. Da qualche anno ha ripreso la sua antica passione per la poesia, incoraggiata dai lusinghieri risultati ottenuti partecipando a concorsi nazionali ed internazionali. Citandone alcuni: concorso letterario “Tito Casini” nel 2001 a Borgo San Lorenzo, concorso “Giovanni Gronchi” nel 2007 a Pontedera, concorso “P. Borgognoni” a Pistoia nel 2005, “Il Portone” e “Lodoletta Pini” a Pisa, “Danilo Masini” a Montevarchi, “La Rondine” a Trento, “Un tessuto di cultura” a Prato, e tanti altri. Oltre ai vari concorsi, una curiosità: ha scritto una poesia anche per Terence Hill, ricordandolo nelle vesti di cavaliere western!

La poetessa Chiti esercita un fascino singolare ed irripetibile. Attraverso le sue liriche si scopre il senso della vita, visto come un affascinante cammino dove il passato e il presente si proiettano verso il futuro. I ricordi, le nostalgie e i sentimenti sono frutto di una stagione prolifica e vissuta pienamente: «Ma questo è anche un viaggio nella natura, un immergersi piacevole nelle sue meraviglie, un farsi catturare dalla fantasia, dai sogni, che da sempre hanno fatto parte del mio “Essere”» ci spiega Mercedes.

La sillogeRicordi, Nostalgie, Sentimenti” di Mercedes, è un percorso a ritroso in un tempo fuggito velocemente, ma ancora animato dalla giovanile memoria. Nei versi si avverte anche un positivo senso di rimpianto verso le cose gradevoli e i momenti acutamente vissuti. Dunque, ci troviamo di fronte a palpitanti sentimenti della vita con gli accesi colori della natura. Anche nella silloge “Foglie di vento”, quelli espressi dalla Chiti sono pensieri belli e profondi, scritti in un’elegante e giusta forma poetica che ne esalta le indubitate qualità artistiche. Le sue fantasie poetiche si confondono con la realtà, e la poetessa si ferma a ricordare come se volesse arrestare immagini che sono tenacemente impresse nella sua vivida e fervida mente. De “Il bosco del pungitopo” Mercedes ci racconta che: «Esso è un racconto senza pretese, che parla di un mondo e di persone che non esistono più, di bisnonni, di nonni e di nonne, di zie e di zii, di conoscenti che hanno lasciato una traccia indelebile nel mio cuore. Forse, anzi, senz’altro, avevano come tutti i loro difetti, ma io li vedevo con gli occhi dell’amore, quasi tutti buoni, pazienti, affettuosi, disponibili, in una parola “eccezionali”. Sopportavano dolori immensi, in silenzio, e con grande dignità cercavano di tirare avanti. Come posso dimenticarli?».

Per Mercedes la poesia non è solo una passione o un hobby, ma anche un “rifugio”, una quiete pausa dalla vita di tutti i giorni, un luogo dove poter far scorrere su un foglio le proprie emozioni. Una delle sue poesie che ama particolarmente è “Tempus fugit”, con cui ci parla dello scorrere inesorabile del tempo e l’ultima strofa, che merita riportare, ci fa capire l’essenza dello stesso: Un giorno. E’ passato un secolo o era solo ieri? Chiami accorata tua madre e intorno a te c’è solo silenzio. Poche parole, ma essenziali e lapidarie. Questa è l’anima poetica di Mercedes Chiti, in cui merita immergersi per poter carpire le profonde emozioni che comunica: emozioni appartenenti ad ognuno di noi.

 

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