Alberto Marini – il dottore artista

Alberto Marini – il dottore artista

di David Colzi

giugno 2019

Il dottor Alberto Marini, classe 1923, è una persona affabile e cortese, dotato di quella innata signorilità che avevano i medici di una volta, capaci di suscitare rispetto pur rimanendo “gente di paese”; insomma persone che ti davano del lei, però salutandoti con una pacca sulle spalle. Noi siamo andati a trovarlo nella sua abitazione di Pistoia e ci siamo fermati volentieri a parlare un po’ con questo giovanotto di 96 anni, dotato di un’ottima memoria e molto schietto nel parlare, che non ci ha risparmiato aneddoti e battute, rendendo ancor più piacevole il nostro incontro.

Nato ad Olmi, primo di quattro fratelli (fra questi, Maria Matelda, da noi ricordata nel numero di settembre 2018), si è laureato in Medicina a Firenze nel 1949, iniziando quindi gli studi durante la seconda guerra mondiale. Lui rammenta ancora quei primi anni, quando tutti i giorni, per andare all’Università, faceva il tragitto Olmi-Firenze in bicicletta. Alla fine si è specializzato in Ortopedia e Traumatologia e successivamente in Medicina fisica e riabilitativa. Iniziò il suo percorso come medico condotto a Serravalle, ma dopo pochi mesi decise di partecipare ad un concorso indetto dal Ceppo. Così nel 1950 iniziò a lavorare presso l’ospedale di Pistoia, nel reparto di Chirurgia del professor Pagliai. Quello era il periodo in cui gli ospedali era formati da camerate con molti letti… e poca privacy, quando oltre a dottori e infermieri, c’erano le suore a dare una mano, che, come ammette Marini, erano un utilissimo punto di contatto fra il personale medico, i malati e i parenti. Poi passò al reparto di Unità Operativa di ortopedia del professor Bitossi e nei primi anni ’70 divenne Primario, vincendo concorso per quel reparto del Ceppo. Da allora ha rivestito quel ruolo fino all’anno del suo pensionamento, a 67 anni. Se gli chiediamo qualche ricordo di quel periodo, lui rammenta subito il caso di Giancarlo Niccolai, noto sindacalista della Breda e politico della DC, che venne gambizzato da un gruppo di fuoco di “Prima Linea” nel 1977. Il suo fu un caso particolarmente difficile, perché era stato ferito ad entrambi i femori, e questo richiese molto impegno dal punto di vista tecnico.

Alla domanda su che tipo di Primario è stato, lui ci dice con orgoglio di essere stato uno «di corsia», nel senso che era sempre presente, per gestire in prima persona tutti i problemi del reparto. Per questo in tanti lo conoscono e lui c’è sempre stato per i suoi pazienti e persino la sua claudicazione, risalente all’età giovanile, non è mai stata un problema, soprattutto in sala operatoria, dove si era munito di una particolare seduta che gli permetteva di non affaticarsi. Invece come libero professionista ha esercitato fino agli inizi del 2018, sia a Montecatini che presso la Misericordia di Quarrata, dove è stato anche Direttore sanitario del Centro Fisioterapico per trent’anni.

Come molti medici, Alberto Marini non ha saputo resistere al richiamo dell’arte, che in lui si è trasformata nella voglia di scolpire. Va detto che alla sua generazione non sono mancati stimoli e punti di riferimento, persino in ambito locale; si pensi ad esempio alla cosiddetta “Scuola di Pistoia”, con artisti quali Roberto Barni, Umberto Buscioni e Gianni Ruffi, tutti amici del nostro dottore. Oltre a loro, Marini ricorda con piacere la frequentazione dello scultore Jorio Vivarelli.

Ma come mai la scultura? La risposta è sorprendente: in pratica, siccome per operare i pazienti usava attrezzi quali martelli e scalpelli, il nostro dottore si domandò se poteva spostare quella manualità anche sul legno, e così piano piano ha affinato la sua tecnica. Quindi, a conti fatti, Alberto Marini è artista da tutta una vita, rigorosamente autodidatta. I materiali usati sono quelli classici: marmo, pietra e legno, oltre al rame per realizzare opere con la tecnica dello sbalzo. Lui si definisce uno scultore figurativo e le tematiche preferite sono quelle della vita agreste che lo riportano all’infanzia vissuta a Quarrata in mezzo a contadini. E il legame con Quarrata dura tutt’ora, in quanto il dottor Marini torna volentieri dalle nostre parti per incontrare i suoi amici.

L’ultimo tassello della sua carriera artistica (che lui però non vuole definire tale) è stata una mostra nel mese di marzo, presso la galleria “Artistika Mente” di Pistoia, dal titolo: “Alberto Marini – il Dottore Artista e le sue SCULTURE”, che ha riscosso molto successo.

Oggi naturalmente non può più scolpire come prima, perché quello rimane un lavoro di fatica e le mani risentono degli anni: ciononostante continua a tenersi attivo con la lettura di libri e del quotidiano La Nazione, che sfoglia ogni giorno, con un occhio di riguardo per la sua Quarrata. Oltre a questo, ha imparato a destreggiarsi su internet, dove non rinuncia a leggere articoli di carattere medico per tenersi aggiornato, perché, si sa, un medico resta medico per tutta la vita.

In conclusione, se domandiamo alla figlia Anna Chiara, anche lei medico, quale sia il più grande insegnamento che le ha trasmesso il “Dott. Marini”, lei ci dice: «Prima di tutto si è laureati in medicina e chirurgia, poi si è medici specializzati», come a dire che un dottore deve saper fronteggiare ogni situazione, al netto di quale sia la sua branca di competenza. Proprio come facevano i vecchi professionisti della salute; quelli di una volta.

 

 

Sergio Fedi, Presidente della Misericordia di Pistoia, ricorda così il dottor Alberto Marini:

Parlare compiutamente del dott. Alberto Marini non è facile. Sarebbero tante le cose da dire, ricordare, riflettere. Un professionista serio, affidabile ma soprattutto un caro amico. Alla Misericordia ha passato oltre 30 anni della sua vita professionale e decine di migliaia i pazienti visitati e consigliati sulla migliore soluzione medica. Ha iniziato il suo lavoro in Misericordia già nel vecchio poliambulatorio in centro città, per trasferirsi nella nuova struttura in via Bonellina e successivamente anche sulla città di Quarrata presso il Centro Fisioterapico di via Brunelleschi.

Anche un artista, scultore e pittore con una mano raffinata ed esperta. Il suo tratto è riconoscibile e inconfondibile come i più famosi pittori. Collaboratore in tanti progetti fatti assieme all’associazione “Culturale IL TEMPIO” che ha permesso di portare in giro per tutta l’Italia tante opere, espressione dei migliori artisti di arte contemporanea.

Un professionista, un amico a tutto tondo. Auguriamo ad Alberto di trascorrere serenamente la sua pensione ma di non privarci della sua presenza che, se anche in età avanzata, ha sempre tanto da insegnare.

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