Angiolo Melani

Angiolo Melani

di Daniela Gori

marzo 2017

Melani-

Si è spento nella serata di venerdì 13 gennaio, circondato dall’affetto dei suoi cari nella sua casa di Valenzatico, Angiolo Melani, da tutti conosciuto con il soprannome di “Angiolino”, fratello dello stilista Franco. Da tempo malato, Angiolo Melani aveva compiuto 80 anni solo un mese prima. Il suo nome era molto conosciuto nel mondo del commercio e dell’imprenditoria tessile quarratina, non solo perché era titolare della azienda “Melani Tessilcasa”, sulla via Statale a Olmi di Quarrata, ma anche per la sua lunga esperienza acquisita in oltre 60 anni, come commerciante e produttore di tessuti e biancheria. 

Aveva iniziato la sua attività nel dopoguerra, ancora ragazzino, andando in giro con una motoretta a vendere i tagli di stoffa per vestiti. Poi continuò come ambulante sulle spiagge dell’Adriatico, soprattutto a Riccione, proseguendo anche nella vendita porta a porta nei paesini più isolati delle colline di Quarrata. Dopo essersi sposato con Enrica, aveva coinvolto anche la moglie nell’attività, rendendola sua compagna di tutta la vita anche nel lavoro. Lavorando sodo era diventato imprenditore e aveva creato l’azienda che porta il suo nome, conosciuta a livello nazionale per la vendita all’ingrosso oltre che al dettaglio e attualmente gestita dal figlio. Girava tanto per lavoro, ma non ha mai lasciato la sua Valenzatico, dove abitava da sempre, e dove infatti adesso riposa nel piccolo cimitero. Era anche molto amico fin da ragazzo del dottor Vangucci, con il quale aveva fatto teatro amatoriale. Si racconta che Melani però non studiasse mai la parte, ritrovandosi a improvvisare causando la disperazione del regista e degli altri attori. Angiolino era ormai vedovo da un paio d’anni, e nella lunga malattia gli sono sempre rimasti accanto i figli, Manuele e Manuela. 

«E’ stato un grande babbo» raccontano entrambi «autoritario quando necessario, ma sempre affettuoso e presente. Ci ha insegnato molto, soprattutto il valore del lavoro». «E’ stato un uomo che comunque ha avuto grandi passioni» continua Manuele «per esempio quella del podismo. Andava a correre nelle gare di podismo, non tanto per vincere ma piuttosto per entusiasmo, tant’è vero che quando pioveva correva con l’ombrello! Ha fatto anche da sponsor per la società sportiva “La Stanca” di Valenzatico. Da bambino avrebbe voluto fare il ciclista, ma suo padre (nostro nonno) non glielo permise». «Ci manca tanto» prende la parola Manuela «perché aveva un carattere forte e esuberante; la sua presenza si sentiva, faceva scherzi e battute, aveva proprio una grande gioia di vivere. Con me, da ragazzina, è stato anche piuttosto severo. Mi ha insegnato tanto, è stato davvero un grande babbo e un grande nonno. Mi dispiace che non abbia potuto godersi di più i tre nipoti, Filippo, Lodovica e Mariasole, che lui adorava, e che lo ricambiavano affettuosamente»

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