Benedetta Vellas – polistrumentista: mandolino, flauto traverso e pianoforte

Benedetta Vellas – polistrumentista: mandolino, flauto traverso e pianoforte

di Massimo Cappelli

giugno 2013

Vellas 1

Essendo amico d’infanzia di suo fratello Costantino, si può dire che conosco Benedetta dalla sua nascita. Nipote di un altro personaggio che è già stato ospite di NOIDIQUA, Arnaldo Petracchi (Zucchero), Benedetta ha una grande passione per la musica e suona in maniera egregia molti strumenti interpretando vari generi musicali. Dal piano al mandolino passando per il flauto traverso, dalla musica classica al tango e alla mazurka, fino ad arrivare al sirtaki; nel suo DNA infatti c’è per un cinquanta percento la Grecia, essendo suo padre Aristide, nato ad Atene. Abbiamo voluto dare a Benedetta questo spazio per premiare la sua grande passione e dedizione alla musica, per cui ecco a voi la sua intervista a ruota libera.

Benedetta, come nasce la tua passione per la musica?
Sono nata in una famiglia di amanti della musica. Mio nonno Arnaldo e mia nonna Olga infatti amavano la musica. Ricordo che mio nonno accompagnava ogni cosa che faceva fischiettando una melodia, talvolta inventata, talvolta ripresa o da una canzone napoletana o da un’operetta. Lo strumento che nella mia famiglia ha sempre avuto un ruolo molto importante è il pianoforte: mia madre ad otto anni lo studiava, mentre dalla parte di mio padre, in Grecia, le mie zie erano professoresse di pianoforte quindi si può dire che ho vissuto in stretto contatto con questo strumento fin da piccola. A soli cinque anni il primo regalo musicale è stato un organo Bontempi, con lui ho iniziato i miei primi passi musicali. Poi, iniziata la scuola, il pianoforte è passato in secondo piano, anche se la mia passione per la musica non è mai diminuita.

Vellas 2A che si deve il desiderio di imparare tanti strumenti?
A sedici anni mia nonna mi regalò una chitarra ed un libro che si chiamava “Impara la chitarra da solo”, così cominciai a suonare la chitarra a Pistoia nella chiesa di San Paolo e poi nella chiesa di Santa Maria Assunta a Quarrata per diversi anni, fino a che mio padre, a cui piaceva il flauto traverso, non mi fece sentire una cassetta in cui c’era un flautista di cui purtroppo non ricordo il nome: fu una folgorazione. Tanto feci e tanto dissi che mio padre mi regalò un flauto traverso con cui cominciai un po’ a suonare. Purtroppo fu il suo ultimo regalo prima di morire nel febbraio 2008. Ancora oggi ogni tanto riprendo il flauto e suono qualche melodia pensando a lui. Alla morte di mio padre avevo bisogno di qualche cosa che mi occupasse pienamente, che mi aiutasse a concentrarmi, a superare questa perdita, e parlando con una mia amica sono andata alla scuola di musica Harmony del professor Massimo Sermi e lì ho cominciato a studiare pianoforte e da qualche tempo studio anche canto e mandolino; nello stesso periodo ho iniziato a suonare clarinetto nella scuola di musica della filarmonica di Quarrata sotto la guida del maestro Alessandro Francini ed ora suono inserita nella filarmonica stessa.

Di questa tua passione ne hai fatto quasi un lavoro, vero?
E’ stato per puro caso perché un’amica, con la quale cantavo nel coro di Violina, mi ha chiamato a cantare al matrimonio di sua figlia, a Colle, e quello è stato il primo matrimonio in cui ho cantato. Da allora si è sparsa la voce e mi hanno chiamata a suonare a diversi matrimoni, non solo a Quarrata, ma anche ad Agliana e ad Artimino, e di questo devo ringraziare chi mi ha dato per primo visibilità. Adesso suono stabilmente l’organo e canto alla Messa nella Chiesa di Buriano la domenica mattina, mentre la domenica pomeriggio sono in Santa Maria Assunta a Quarrata. Spero di poter continuare, di andare sempre avanti in quest’avventura e spero che continuino a chiamarmi a matrimoni o battesimi perché il canto e la musica sono la mia grande passione.

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