David Spagnesi – il teatro come laboratorio di esperienze

David Spagnesi – il teatro come laboratorio di esperienze

di Serena Michelozzi

marzo 2019

Secondo il famoso drammaturgo, sceneggiatore e regista italiano Ugo Chiti: “I copioni si scrivono in teatro e non alla scrivania” . Ed è proprio a tale fondamentale concetto, nonché scuola di pensiero, che si ispira il lavoro artistico di David Spagnesi, drammaturgo quarratino, regista e scrittore di teatro.

David, forte di un’intensa esperienza in campo teatrale, nel 2008 ha fondato l’Associazione culturale di produzione e formazione teatrale “AmniO Teatro”, composta da un nutrito gruppo di giovani attori, performer, registi ed autori accomunati da affinità artistiche ed obiettivi condivisi. La compagnia teatrale, affidata alla direzione artistica di David, nel tempo è cresciuta sempre di più, portando in scena tantissimi spettacoli dei più svariati generi e tutti piezz’ ‘e core, anche se i più amati sono “Al Chiuso” e “Ora basta! Distonic Comedy”. Il primo non è l’esposizione acritica e romanzata di donne come casi umani, ma una rappresentazione umana di donne, in quanto i personaggi della pièce, sono ispirati a fatti di cronaca italiana del ‘900. Il secondo è di impianto completamente diverso: uno spettacolo pieno di colori che condisce temi molto importanti insieme a spezzoni di gioco, divertimento e di canzone popolare.

La passione del nostro drammaturgo per il teatro nasce dall’amore per lo scrivere, poiché sin da giovane, era appassionato di scrittura e letteratura: «Fin dall’origine la mia idea era quella di poter scrivere in tutte le diverse forme qualsiasi storia mi fosse venuta in mente. Solo che la scrittura teatrale è parecchio tecnica e, se non sai di teatro, non puoi scrivere di teatro. Ho così iniziato a frequentare seminari e laboratori teatrali di importanti maestri. Ho inoltre avuto la disponibilità di spazi come “Il Maggese”, dove poter mettere in pratica l’esperienza e la formazione acquisite» ci racconta David. Ha iniziato quindi a sperimentare la dimensione del laboratorio teatrale, formando la predetta Compagnia.

A David non piace essere definito o definirsi “insegnante di teatro”, ed al posto di “insegnamento” preferisce utilizzare l’espressione “lavorare con…” o “condurre con…”: «La mia non è una scuola di teatro, ma un luogo dove si fa teatro insieme,» ci spiega David «dove le persone hanno l’opportunità di sperimentare la propria dimensione espressiva attraverso un testo o una scena scritti appositamente per loro. Mi piace pensare il laboratorio di teatro come uno spazio messo a disposizione per gli altri, in cui faccio in modo che tutti possano esprimersi nella maniera più libera e creativa possibile. Tutto ciò non può riuscire bene se non sei ostinatamente e profondamente interessato alle persone, se non vi è quella curiosità verso gli altri e quell’aspettativa di vedere cosa succederà. Tutto quello che ti arriva dal loro modo di lavorare, dal loro entusiasmo, poi ti torna. Lavorare con la Compagnia per me significa lavorare con e per qualcuno, verso cui la scrittura del testo è direzionata. Quest’ultima non termina quando poni la parola “Fine” alla stesura dello scritto, bensì quando senti il testo recitato dagli attori: solo in quel momento capisci se esso funziona o meno».

David e la Compagnia teatrale hanno di recente lavorato anche con le scuole della zona su due importanti progetti: l’uno incentrato sul cyber bullismo, e l’altro, “Miss Meffy Show”, nato dalla collaborazione coi Comuni della piana pistoiese nell’ambito Progetto Legalità 2018 della Regione Toscana, riguardante per l’appunto il tema della legalità fiscale. Quest’ultimo è stato una vera e propria scommessa, perché, nonostante il tema fosse ostico e assai “burocratico”, il gruppo AmniO è riuscito ugualmente a crearne una rappresentazione artistica e divertente. La Compagnia AmniO, in virtù del rinnovo della convenzione col Comune di Agliana, continuerà ad utilizzare lo spazio “Il Maggese”, sede operativa e punto di riferimento del gruppo e laboratorio teatrale. E per chiunque desideri entrarne a far parte e sperimentare la propria dimensione creativa, è sufficiente essere aperti, disponibili e recettivi verso ciò che ci giunge dall’esterno, lasciarsi andare e «Spegnere quella telecamera che teniamo costantemente accesa su noi stessi» conclude David Spagnesi.

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