Don Patrizio Fabbri – vicario generale della Diocesi di Pistoia

Don Patrizio Fabbri – vicario generale della Diocesi di Pistoia

di Piera Salvi

marzo 2016

fabbri

Dal 5 gennaio 2016 don Patrizio Fabbri ha ricevuto la nomina a vicario generale della Diocesi di Pistoia. Dal gennaio 1997 guida le parrocchie di Casini e Vignole, nel comune di Quarrata e vi resterà fino a giugno 2016. Nato e cresciuto nella parrocchia di S. Michele di Agliana e ancora residente ad Agliana, don Patrizio Fabbri è un sacerdote molto legato alle comunità aglianesi e quarratine. Fu ordinato sacerdote in duomo a Pistoia il 29 giugno del 1994 e celebrò la sua prima messa nella parrocchia natale nel luglio del 1994, dove venne accolto con amore e gratitudine dai parrocchiani e dal parroco di allora, don Sinibaldo Sottili.

La vocazione di don Fabbri ha le sue origini nel volontariato. Giunto all’età di fare il servizio militare, scelse il servizio civile e lo svolse nella Casa di Mamre di Pistoia, dove rimase volontario per quattro anni dedicandosi ai ragazzi con disagio. Maturò allora la sua vocazione al sacerdozio, sentì che non doveva fare un volontariato a tempo ma che quella doveva essere una scelta di vita. Per due anni si dedicò al servizio di catechesi in parrocchia a Le Grazie, iniziando il suo cammino verso il diaconato. Successivamente lavorò al coordinamento dei centri operativi della Caritas, quindi iniziò gli studi di teologia nel seminario interdiocesano di Firenze. Prima di arrivare nelle parrocchie di Casini e Vignole, era stato parroco a Treppio. Ha espresso soddisfazione per la sua nomina a vicario diocesano don Paolo Tofani, parroco di San Piero ad Agliana e a Santomato e vice direttore della Caritas diocesana: «Don Patrizio è stato anche responsabile della Caritas per gli immigrati. E’ una persona con una vasta attività pastorale e un grande impegno verso i poveri, unito all’impegno costante e fattivo nella vita parrocchiale. Don Fabbri conosce tutte le situazioni della nostra diocesi ed è una persona capace di entrare in rapporto con tutti, come richiede il ruolo che va a ricoprire».

Molte persone si sono congratulate con don Patrizio, ma lui ritiene che questa nomina non vada vista come una promozione: «E’ un nuovo servizio al quale il Signore mi chiama» afferma. «Essere vicario generale non è una conquista acquisita per meriti particolari ma un modo per scoprire la verità di queste parole: “Gesù salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui” (Mc 3,13). Per capire il significato di un ministero o di un mandato ecclesiale bisogna rifarsi alle frasi di Gesù: “I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo si farà vostro schiavo” (Mt 20,25-27). 

Come sta vivendo il nuovo impegno? «Sto cercando piano piano di capire quale sia il bisogno reale ed emergente dei presbiteri della nostra chiesa locale e, aiutato dal Vescovo e dai suoi collaboratori, sto iniziando a conoscere le risorse e le potenzialità straordinarie che lo Spirito Santo suscita nel popolo di Dio». Quale ritiene che sia la sua nuova missione? «Ritengo illuminanti queste parole di papa san Leone Magno per rispondere a questa domanda: “Procuriamo che le attività della vita presente non creino in noi o troppa ansietà o troppa presunzione, sino al punto da annullare l’impegno di conformarci al nostro Redentore nell’imitazione dei suoi esempi”».

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