Federico Landini …una gita scolastica alla NASA

Federico Landini …una gita scolastica alla NASA

di Marco Bagnoli

giugno 2019

E poi non dite che non vi portiamo mai da nessuna parte! Questa volta andiamo nello spazio, destinazione Sole. Il tutto se farete i bravi e soprattutto se farete i compiti per le vacanze.

Ci spiega tutto il professor Federico Landini, quarantatré anni, da tre anni circa in aspettativa per poter partecipare al progetto. Ma andiamo con ordine: Federico si laurea a Firenze nel 2002 e già all’epoca della sua specializzazione inizia a collaborare con quel team di sei sette persone che a tutt’oggi ne conta molte di più, dal momento che coinvolge anche personale di Trieste, Catania, Padova, Milano e Napoli, solo per restare in Italia. A capo del progetto, il principal investigator, è il professor Marco Romoli dell’Università di Firenze. Al centro dell’ingente impegno collettivo c’è Metis, un coronografo, cioè uno strumento deputato alla specifica osservazione della parte più esterna del Sole, la corona appunto, molto più calda della superficie sulla quale culmina. La sua realizzazione, detta integrazione, è avvenuta presso il laboratorio OPSys di Torino (Optical Polaroid System), mentre la sonda che la porterà in orbita assieme ad altri nove strumenti, Solar Orbiter, è stata integrata presso i laboratori Airbus a Stevenage in Inghilterra. La sonda si avvicinerà al globo solare a un terzo della distanza dalla Terra, con un angolo tale da consentire anche l’osservazione, per ora del tutto inedita, dei poli solari. Adesso Solar Orbiter si trova presso IABG a Ottobrunn (vicino a Monaco di Baviera) per alcuni test funzionali prima della spedizione a Cape Canaveral.

Si ma noi vogliamo andare nello spazio, come si fa? L’idea nasce dal nostro professore, che per ringraziare la sua scuola, l’Istituto Comprensivo Statale di Quarrata, del tempo fin qui concessogli di aspettativa, ha pensato bene di lanciare una sottoscrizione pubblica per consentire a tre studenti di terza, di assistere di persona al lancio della sonda a Cape Canaveral, in Florida USA, previsto per il 6 febbraio 2020. In vista dell’operazione l’intera scuola sarà comunque coinvolta in una serie di lezioni incentrate sul progetto Metis, in modo da consentire una prima redistribuzione delle nozioni fin qui raccolte e prodotte, mentre, dopo l’estate, si provvederà alla selezione dei tre fortunati – i più meritevoli, forse solo i più interessati, vedremo.

Il concetto di base è quello di consentire a dei ragazzi sui quattordici anni di vivere un’esperienza radicalmente diversa da tutto quello possano aver già sperimentato finora. Soltanto il viaggio in America è di per sé una piccola grande avventura per dei ragazzi che forse non conoscono bene neanche il loro paese – sarà l’occasione di fare la conoscenza di una cultura diversa dalla loro, di poter visionare da vicino un grande progetto di lavoro dove ciascuno svolge il proprio compito in maniera totalmente sincronica e coordinata con gli altri. Sarà in oltre un modo di condividere perlomeno l’emozione di una missione che ci proietta al di fuori di noi, nel bel mezzo di un ambiente naturale che a casa nostra fatichiamo ad apprezzare. Inoltre l’osservazione della corona solare è direttamente connessa alla questione delle eruzioni solari, le cicliche evoluzioni di energia che coinvolgono la nostra stella, e che potrebbero interessare la nostra tecnologia e la nostra civilizzazione in modo del tutto imprevisto – oppure no, dal momento che i carotaggi in Antartide ci rivelano passate eruzioni del tutto distruttive, quindi se si verificassero ai nostri giorni…

Per inviare i nostri ragazzi alla NASA non resta che contribuire come si può all’indirizzo https://www.okpal.com/school-at-solar-space-mission-launch/ La spesa da coprire di circa 11.000 euro consentirà il viaggio e la permanenza in loco al dirigente scolastico, ad un professore di accompagnamento e a tre ragazzi dell’ICS di Quarrata.

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