I protagonisti del calcio quarratino

I protagonisti del calcio quarratino

di Giancarlo Zampini

marzo 2010

Oggi i calciatori che fanno parte della squadra giallorosa si chiamano Del Prete (vero bomber di razza), Massaro (centravanti di belle speranze), Trinci, Marini, Daddi (il grande capitano Cariello), il portiere Colombo, tanto per citarne alcuni. Non si possono però dimenticare quelli del passato che hanno fatto la storia di questa gloriosa squadra: certamente ci faremo qualche nemico, perché nella ricostruzione andremo a braccio, e qualcuno rimarrà sicuramente fuori: per questo chiediamo scusa. D’altronde i personaggi sono così tanti che il rischio era quello di fare un articolo simile all’elenco del telefono.

Diciamo subito che il più grande dell’era passata è stato Bruno Cappellini, oggi scomparso, allenatore – giocatore dei giallorossi con trascorsi nella Pistoiese, Genoa, Palermo, Brescia, Napoli, ecc. Davvero un personaggio, tanto da essere stato premiato dal Coni con la Medaglia d’argento al valore sportivo. Non ha giocato in Nazionale solo perché a quel tempo i calciatori davvero bravi erano tanti, basta pensare al grande Torino.

Oggi Bruno è ben rappresentato dal figlio Carlo Ruben, dirigente, per tanti anni anche cronista de “La Nazione”. Nel Quarrata anni ’80/’90 la vetrina era tutta per Roberto Chiti, partito dai ragazzi del Quarrata, arrivato poi alla Pistoiese, Pisa, Cesena, Piacenza: ottimo e generoso difensore. Ricordo ancora i giornali sportivi di quel tempo che nel reso conto della partita Pisa-Napoli sottolineavano come il Chiti riuscì a limitare l’azione di un certo Diego Armando Maradona. Roberto, il lunedì seguente questa partita, l’ospitai io presso TVQuarrata del mitico Luciano Michelozzi.

Invece gli anni che hanno visto al timone Arzelio Belli, sono stati quelli del calcio semi professionistico: fra gli allenatori ricordiamo l’indimenticabile Silvano Grassi ed il sanguigno Tito Bini. Fra i calciatori anche Pino Vitale, da tanti anni direttore sportivo, prima della Lucchese, poi dell’Empoli, dove è ancora oggi. E poi il centravanti Rinaldi, la mezzala Capecchi, l’ala arrivata da Como dal dribbling micidiale Manfredi VannucciGargenti, Flachi, padre dell’ex attaccante di Fiorentina e Sampdoria.

Continuiamo con Amadori, portiere affidabile, nipote del sindaco Vittorio Amadori, Pollero, Menconi, ex Pistoiese e Pescara: sempre dalla Pistoiese il mitico terzino Vezzosi. Ma prima di arrivare nel calcio che conta la trafila è stata lunga: Campionati di 2° e 1° Categoria, poi la Promozione, spesso con trasferte giocate su campetti che oggi non sarebbero idonei nemmeno per fare gli allenamenti. Erano i tempi di Baldi, Giacomelli, del coriaceo terzino Capecchi, oggi postino in pensione ed allenatore a Montale, subentrato a metà campionato. Ma la vera bandiera è stata Brunello Bucciantini al quale – assieme al fratello Benito – è stata intitolata il 14 settembre 2008 la tribuna dello stadio comunale. Benito, costretto per tutta la vita su una sedia a rotelle, era non solo un grande tifoso del Quarrata, ma guai a parlare male del suo Torino: allo stadio e per la città aveva sempre una sciarpa colore amaranto. Di Brunello che dire: mitica mezzala, regista di centrocampo e grande allenatore dei giovani, anche alla Virus Bottegone. Ci sarebbe sicuramente dell’altro da dire, lo spazio è avaro, così come la memoria: l’aggravante poi è riservata a chi scrive, un pistoiese trapiantato a Quarrata.

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