I Telefonisti

I Telefonisti

di Carlo Rossetti

settembre 2019

Se un giorno venissero aboliti i cellulari, ipotesi del tutto impossibile, avremmo migliaia e migliaia di persone smarrite, spersonalizzate e prostrate, che si porrebbero un angoscioso interrogativo: «E ora?» A quel punto la loro vita avrebbe una battuta d’arresto e per taluni significherebbe non avere nessun motivo valido per andare avanti. Infatti il cellulare fa parte ormai di noi, della nostra vita, del nostro gioire e soffrire. Per la sua importanza può essere paragonato agli organi vitali che ci tengono in vita: cuore, cervello, fegato e altri ancora e perciò se ci venisse a mancare, sarebbe la fine.

A parte la catastrofica previsione, bisogna ammettere che del cellulare non possiamo più farne a meno. Alla definizione che “il Popolo italiano, è un popolo di Santi, Poeti e Navigatori” va aggiunto anche di “Telefonisti”. L’avvento del telefonino, può essere considerato la più grande invenzione dopo la ruota e la penicillina. Con il suo arrivo la comunicazione faccia a faccia è andata a farsi fottere. Ormai non conosciamo più i volti consueti ma ne identifichiamo solo la voce, però essendo dotati di un cellulare, cosiddetto di ultima generazione, si riesce a dare un volto anche all’interlocutore. C’è un ulteriore uso del telefonino ed è quello che risponde a un atteggiamento compulsivo che fa sì di utilizzarlo come passatempo. Basta essere in una sala d’attesa qualsiasi per vedere gente, completamente estraniata dal resto, intenta a strisciare sullo schermo evocando ora una foto delle vacanze, ora richiamando la pagina dei messaggi per inviarne uno a un amico qualsiasi per un’improvvisa esternazione di amicizia. Meglio ancora aggiungere un selfie per mostrare anche l’espressione del volto, a garanzia della autenticità della dichiarazione d’affetto. Dalla categoria dei telefonisti a tutti i costi, non vanno esclusi gli appartenenti alla politica, i quali, specie durante le sedute alla camera per non annoiarsi, o peggio addormentarsi, preferiscono gingillarsi con i cellulari tanto a loro di quello che viene detto importa poco. Solo quel poco che consenta loro di riscuotere l’indennità. Altra categoria telefonica sono certi spettatori che durante uno spettacolo teatrale o un concerto, amano fotografare i punti salienti dell’evento. Coloro che dopo avere cercato un varco visivo tra le teste femminili cotonate o qualche capo dalla circonferenza eccedente, non possono stare tranquilli. Infatti a un tratto, vedranno alzarsi una selva di braccia che innalzando il famigerato telefonino, cercheranno di immortalare ciò che stanno vedendo, rendendo vana la posizione tanto cercata dagli spettatori delle retrovie.

Tutto è possibile, anche una telefonata fra due amici che, percorrendo una strada, si vanno incontro inconsapevolmente. Stanno avvicinandosi l’uno all’altro, si incrociano, si guardano ma non si vedono, tanto è forte l’estraniamento dalla realtà circostante. Passano l’uno accanto all’altro ma solo la voce li unisce e ognuno sparisce alle spalle dell’altro. Fisicamente non si riconoscono.

Sembra che al Salone degli sport invernali di Modena, siano stati presentati guanti da sci che permettono, grazie a rilievi di plastica, di rispondere al cellulare o allo smartphone, senza doverseli sfilare. Ci sentiamo di esultare di fronte a una notizia del genere che non possiamo fare a meno di considerare di grande importanza per l’umanità.

Se prendiamo una spiaggia d’estate con i villeggianti al sole, basterà contare gli ombrelloni per sapere quanti cellulari sono in funzione in quel momento: tanti ombrelloni, altrettanti telefonini. Fra l’altro, da statistiche, risulta che al mare tanti genitori perdano i loro bambini, in quanto occupati a “spippolare” sullo smartphone. Per fortuna, questi vengono poi ritrovati regolarmente dai bagnini.

Va anche detto che il cellulare rivelarsi di grande utilità per la richiesta di soccorso e per altri casi in cui dimostra di essere veramente utile, ma purtroppo sono più gli aspetti negativi che quelli positivi. C’è pure l’eccesso nell’uso in momenti in cui non dovrebbe essere assolutamente utilizzato. Ne sa qualcosa quel padre che guidando di notte, con i figli a bordo, almanacca con il cellulare fino a perdere il controllo dell’auto provocando un incidente nel quale perdono la vita entrambi i figli. Un cosa che ha veramente dell’assurdo e che dimostra quanto sia grande l’idiozia umana.

Speriamo che in un prossimo futuro, per ovviare agli inconvenienti derivanti dall’uso smodato del cellulare, la scienza e la tecnologia possano creare un microchip sofisticato da impiantarsi sotto cute e senza fare uso delle mani, possa assolvere a tutte le funzioni necessarie. Nascerebbe così una nuova categoria: i portatori sani di Pacemaker cellulare.

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