Domenico “Mimmo” Pepe – il mago dell’intaglio

Domenico “Mimmo” Pepe – il mago dell’intaglio

di Giancarlo Zampini

giugno 2011

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Domenico Pepe, originario di Albano di Lucania, guardia penitenziaria in pensione, risiede a Quarrata da quasi un anno, sposato con Vincenza, tre figli, Salvatore, Pino e Corrado, quest’ultimo attualmente in Afganistan appartenente alla Nembo di Pistoia.

Domenico, “Mimmo” per gli amici, è un Mimmo-3mago del coltello e dell’ascia, costruisce oggetti in legno di particolare bellezza, come lo stesso racconta: <<Ho imparato da mio nonno quando avevo solo 12 anni: era tradizione costruirsi da soli piccoli utensili da cucina e bastoni di legno. Ecco allora grandi cucchiai, forchettoni, sempre arricchiti con qualche intaglio: in casa si usavano questi, non si andava certo a comprare quelli di metallo. Un lavoro che facevamo in inverno accanto al fuoco, d’estate al fresco sotto una pianta, oppure quando portavamo gli animali al pascolo>>.

Il legno preferito è quello di Olmo? <<Si e vado a cercarlo lungo i terreni abbandonati: a me servono i “ributti” o “polloni” (si chiamano così le nuove piante che nascono dal terreno in grande quantità: hanno la caratteristica di robustezza e sono particolarmente dritti)>>. Ma riguardo i bastoni ha un segreto?Mimmo-2 <<Si, taglio i ributti con un pezzo di radice, la stessa, dopo una accurata pulizia e lavorazione, diventa una perfetta impugnatura, sempre originale, una diversa dall’altra, con la forma rotonda, un’altra a becco d’oca, un’altra ancora simile ad un osso o muso d’animale: in questo mi viene in aiuto la natura, offrendomi materia prima e idee>>.

Domenico è sempre a fare bastoni, li regala ad amici e parenti, è di grande generosità, lavora all’esterno o nel garage di casa, in compagnia di sua moglie Vincenza e Salvatore, il figlio minore che ancora vive con loro. Quando non intaglia suona l’organetto, altra sua grande passione che ad Albano di Lucania, nella sua terra, si tramanda di padre in figlio da generazioni, così come fare bastoni. Un altro grande merito di “Mimmo” è quello di essersi inserito in breve tempo in un mondo diverso da quello vissuto per tanti anni. Arrivato ad Olmi da pochi mesi è diventato grande amico di tutto il vicinato, si distingue per la sua generosità; bottiglia del vino e un cesto d’insalata sono il suo biglietto da visita che non fa mai mancare. Dimenticavamo, senza per questo violare la privacy: “Mimmo” è una buona forchetta e sua moglie Vincenza una grande cuoca… la cucina è il suo regno!

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