Kemailù – Quando l’artigianato incontra il web

Kemailù – Quando l’artigianato incontra il web

di David Colzi

marzo 2015

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Fare fronte alla crisi usando internet, così da unire tecnologia e artigianato; questa è l’idea alla base di Kemailù, un nuovo brand di maglieria che si appresta a conquistare il mercato globale, usando prevalentemente la tecnica dell’e-commerce, ovvero del commercio on line, che in questo caso passa dal sito www.kemailu.com, dove si possono acquistare direttamente guanti, sciarpe, cappotti di maglia, stole e quant’altro legato agli accessori per il mondo femminile. Una scommessa dunque, almeno per un’attività italiana, perdipiù “confinata” in un piccolo borgo, come quello di Tizzana. Dietro questo sogno, ci sono i coniugi Marco Spinelli e Federica Brunetti che nel 2014, hanno preso il coraggio a due mani creando una loro etichetta da unire al campionario, andando quindi oltre alle realizzazioni per marchi privati, che comunque fanno ancora parte del loro lavoro. «I prodotti nel nostro sito sono rivolti prevalentemente a una clientela italiana, ma il progetto prevede anche di dedicarsi all’estero, quindi stiamo lavorando a una versione inglese del portale» dice Marco. Che differenza c’è fra i clienti italiani e quelli esteri? «Oltre i confini del nostro paese, i prodotti “Made in Italy” sono da sempre sinonimo di materie prime pregiate, come il Cachmere o la pura lana, che quindi hanno tutt’altro tipo di costi. D’altronde ai clienti esteri non interessa “la firma” famosa, ma la qualità che noi italiani possiamo offrirgli».

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A proposito di prodotti pregiati, parlando con Federica scopriamo una piccola selezione di capi fatti a mano da lei, realizzati con filati che le macchine non riescono a lavorare: anche questi si possono acquistare con il marchio Kemailù. Da dove prende ispirazione per i suoi modelli? «Oltre alle riviste e alle sfilate di moda, mi piace andare nelle stazioni per vedere il via vai delle persone.» dice sorridendo Federica «Questo mi permette di avere non solo una panoramica sui gusti degli italiani, ma anche su quelli di coloro che arrivano dall’estero». Oltre la vendita al dettaglio on line, Kemailù si sta avvicinando ai mercati esteri, come quello americano, messicano e giapponese; insomma, da Quarrata al resto del mondo. Voi adesso vi confrontate direttamente col pubblico: qual è la più bella soddisfazione? «Quando incontriamo le nostri clienti, magari a una fiera come l’Arts&Crafts di Pistoia, e qualcuno, provando un nostro capo esclama: “Non credevo mi stesse così bene!” Insomma si vive anche di questo.» dice sorridendo Marco.

Non solo Kemailù. La ditta ASSIA s.a.s. di cui fa parte il marchio Kemailù, quest’anno compie 30 anni. A fondarla fu Federica nel 1985, appena maggiorenne, dopo aver creato il suo primo campionario di sciarpe e guanti che riscosse un buon successo e la convinse a mettersi in proprio, seguendo la tradizione di famiglia per la maglieria.

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