La signora Iolanda e il frantoio Landini

La signora Iolanda e il frantoio Landini

di Carlo Rossetti

settembre 2017

Situato nella zona del Pollaiolo a Quarrata, proprio dove il Montalbano comincia a salire tra olivi e qualche vigneto, il frantoio Landini è uno dei più antichi della zona. La signora Iolanda, la titolare, ci accoglie nella sua bella casa situata a mezza costa, abbracciata da un ampio paesaggio di olivi secolari in parte di sua proprietà. E’ una donna affabile che ispira subito simpatia per le maniere cortesi e il sorriso permanente sul volto. Una signora di 85 anni, arzilla e con un grande attaccamento alla vita.

Ci racconta che il frantoio è sorto nel 1945, da una piccola attività esistente ed è stato condotto fino alla fine degli anni Ottanta da suo marito Giulio che, dopo la sua scomparsa, è rimasto in funzione grazie al suo interessamento. Nel momento della frangitura Iolanda, è sul posto di lavoro insieme agli operai, per soddisfare la passione che la anima e perché ritiene importante mantenere rapporti con le persone per evitare l’isolamento. Attualmente il lavoro è molto diminuito, ci riferisce, perché molti agricoltori, specie coloro che hanno un grosso raccolto d’olive, si rivolgono a frantoi più moderni che dispongono di maggiore capacità ricettiva. Ciononostante il lavoro non manca perché c’è da soddisfare anche il raccolto dei propri terreni.

Iolanda è una donna ancora energica e lo dimostra il fatto che è facile vederla viaggiare alla guida della sua utilitaria, mezzo che le consente di svolgere le normali commissioni e di andare a fare colazione al bar quasi tutte le mattine. Ma c’è una particolarità che distingue la signora Iolanda: quella di essere una cuoca sopraffina, qualità che molti conoscono e apprezzano. E’ consuetudine, o era, che alla fine del periodo di frangitura si facessero delle cene, o quanto meno, si mangiasse la fett’unta per gustare il prelibato olio nuovo. Iolanda invece ha mantenuto l’usanza della cena. Ma la peculiarità dell’evento, sta nel tipo di ospiti che siedono alla sua tavola. Tra gli invitati non mancano mai il Vescovo, altri preti, il Maresciallo, il Sindaco, il Capo dei Vigili ed esponenti dell’Autorità in genere, di cui non ha nessuna soggezione perché è in amichevoli rapporti con tutti. Si potrebbe dire che per questi amici Iolanda è un’istituzione. E non è che la preparazione di un pranzo che deve essere all’altezza degli ospiti la metta in difficoltà, anzi, lo ritiene un piacevole passatempo. Di ogni singolo personaggio conosce i gusti in fatto di cibo, così che il menù non manca di lasagne, coniglio arrosto e fritto, vitella in umido e via dicendo, per non deludere le aspettative dei suoi invitati. Potremmo dire che Iolanda, come una dama di corte che sa dei segreti dei Principi, conosca perfettamente i desideri alimentari dei suoi ospiti. Lei eccelle anche nella preparazione di dolci, di cui molti suoi ospiti sono golosi: apprezzato e richiesto è il delizioso pan con l’uva, vero e proprio asso nella manica. E’ per questo che la sua bravura di cuoca ha varcato i confini del nostro territorio per essere conosciuta anche a Pistoia.

Ma insieme alla buona cucina, veramente eccezionale, legata alla più genuina tradizione culinaria, gli amici di Iolanda possono apprezzarne la grande generosità e il garbo. Non ci resta perciò che augurarle tanto tempo ancora da dedicare al frantoio e alla passione per la cucina.

Per la realizzazione di questo articolo, si ringrazia Luciano Toccafondi.

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