Lorenzo Martuscelli – il Maestro e il Re

Lorenzo Martuscelli – il Maestro e il Re

di Marco Bagnoli

dicembre 2019

Avevamo già fatto la conoscenza di Lorenzo Martuscelli, insegnante di Karate, ma a questo giro abbiamo deciso di comune accordo che un Maestro non bastava più, e allora siamo saliti al rango della Maestà: facciamo oggi la conoscenza del “Re” in persona, Elvis Presley. Lorenzo è infatti un fan accanito di Elvis; il suo innamoramento risale ai quattordici anni, quando aveva appena iniziato il suo percorso nel mondo delle arti marziali. All’epoca Lorenzo era anche un attento ascoltatore del grande rock degli anni settanta, quello dei Led Zeppelin e dei Deep Purple, ma fu una canzone, “In The Ghetto”, del 1969, a conquistare il centro delle sue attenzioni. Era quella l’epoca ancora dei dischi in vinile, accompagnati dal più modesto, ma portatile, formato in musicassetta, e Lorenzo era solito comprarli e collezionarli con cura; nel limite, ovvio, delle sue disponibilità finanziarie, per cui gli acquisti erano più meditati, qualcosa di quasi inconcepibile oggi, che tutto è quasi disponibile ovunque, gratis.

Il nostro Lorenzo nel frattempo cresce e apre un negozio tutto suo, un negozio di consolle di videogiochi. Arriviamo così agli anni Duemila, quelli del CD, che inizia anzi a declinare la sua diffusione, gli anni di internet e di E-bay, e Lorenzo inizia a dedicarsi alla vecchia passione per i dischi con qualche spicciolo in più da poter spendere e un mercato per collezionisti da allora sempre più aperto e ricco di articoli interessanti. In breve la collezione raggiunge senza difficoltà il migliaio di pezzi; si va dalle canoniche discografie complete alle rarità più particolari, dal vinile al CD, passando per i video e altro ancora. Lorenzo non è troppo fissato con delle regole assurde: lui i suoi dischi li ha ascoltati tutti, però magari solo in casa, destinando il CD all’ascolto in auto. È uno strenuo frequentatore del supporto fisico, disco o compact che sia.

Gli abbiamo chiesto perché Elvis. Forse perché, come si dice, «prima di Elvis non c’era niente», e in effetti è stato il primo a dimenarsi in una classica giacca e cravatta che sembrava andargli quanto mai stretta. Elvis ha rivoluzionato la cultura popolare USA, passando in un breve lasso di tempo da artista a rock star a icona vera e propria. È un artista che si dimostra sempre sincero a chi gli si sa accostare nel modo giusto, ed è quello che sembra essere successo domenica 20 ottobre, quando per tre ore Lorenzo ha incantato una trentina di ragazzi di una scuola di canto di Pistoia (foto in questo articolo). L’incontro, realizzato a titolo puramente gratuito, è stata l’occasione per dei quindicenni di oggi di fare la conoscenza forse per la prima volta di un artista della caratura di Elvis Presley, attraverso filmati e soprattutto attraverso le fervide parole dell’oratore, che non si aspettava un’attenzione simile, in un’epoca fin troppo contraddistinta dalla velocità a tutti i costi. Sembra quanto mai d’obbligo una replica, magari proprio a Quarrata.

Abbiamo poi chiesto a Lorenzo quale fosse la sua canzone di Elvis preferita. Sarebbero troppe, ci dice, ma con ogni probabilità una delle migliori è senza dubbio “Suspicious Mind”. Venne registrata nel 1969, e si sovrappone alla separazione di Elvis dalla moglie Priscilla; questo evento segna anche l’inizio di un declino irreparabile per lui, e nella canzone ripercorre la scomparsa della fiducia fra due persone che si amano, divise ormai dalla gelosia. Elvis la suonerà sempre in concerto, dedicandola alla moglie perduta. Sarebbe bellissimo poter ripercorrere l’intera esistenza del ragazzo di Tupelo che faceva il camionista, ma non è proprio possibile. Resta ad ogni modo sconvolgente ancora oggi la sua scomparsa ad appena quarantadue anni d’età, quando la sua voce era ancora grandiosa e forse anche migliore di sempre. Elvis ha lasciato il palco, ma di certo non ha lasciato tutti noi. Viva Elvis!

 

 

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