Loris Niccolai

Loris Niccolai

di Carlo Rossetti

dicembre 2019

Una vita faticosa e intensa basata sul lavoro. E’ quella di Loris Niccolai che fin da ragazzo ha dovuto dar manforte alla famiglia  lavorando in una fornace, con mansioni adatte  sulla sua età. Ogni anno i suoi genitori si trasferivano in Piemonte a Brusasco Cavagnolo portandosi dietro il figlio per prendere parte alla fabbricazione di mattoni in cui venivano utilizzati anche i ragazzi.  Un lavoro estivo che durava vari mesi  e che  specie per un ragazzo, o meglio un bambino di cinque anni, era assai duro. Ma anche il suo modesto apporto consentiva alla famiglia di guadagnare una somma consistente, per trascorrere l’inverno senza problemi.

Dopo la guerra arriva a Quarrata, già con una famiglia propria e trova lavoro  alla Fornace Bracali in via della Madonna. Ma da lì a poco viene assunto presso la Ditta Lenzi. Per l’Azienda svolge varie mansioni. Diventa autista e guida il camion con il quale va spesso all’Abetone a prendere la legna e la domenica, invece di riposarsi, vende i mobili a una delle mostre della Ditta Lenzi.  Assume poi l’incarico di spedizioniere che svolge per alcuni anni e quindi, per la serietà e l’attaccamento che dimostra, si ritrova a essere l’autista personale di tutta la famiglia Lenzi. E’ in questa occasione che insieme a Luigi, il primogenito di Nello Lenzi, percorre tutta l’Italia per visitare  la clientela.  Si rafforza così l’amicizia tra le due parti. Gli viene anche offerto il ruolo di capofabbrica, ma Loris rifiuta non ritenendosi all’altezza di un compito tale, per la difficoltà di richiamare all’ordine, qualora ce ne sia necessità,  vecchi dipendenti con un grande bagaglio di esperienza. Da tenere presente che a quei tempi i dipendenti erano cinquecento. Finalmente gli viene assegnato il compito di agente di commercio per la Calabria. Per lui vuol dire ogni volta di stare lontano da casa per due settimane; fino a quando liberatosi il posto per la Toscana, ne diventa il titolare. E’ un periodo pieno di soddisfazione per le vendite che vanno a gonfie vele e che gli fanno ottenere dal Mobilificio Lenzi S.A.S, la Medaglia d’oro quale premio per aver raggiunto la maggiore vendita del salotto mod. 741 – Campagna 1968. E’ sempre in quell’anno quando gli viene conferita La Medaglia d’Oro di Fedeltà al Lavoro.

Intanto si è costruito  una bella casa di cui lui ha occupato con la moglie il piano terra, lasciando ai figli il piano superiore. è il conseguimento principale di un’attività senza soste, che lo ha visto ininterrottamente  impegnato per oltre 35 anni alle dipendenze della Ditta Lenzi, a dimostrazione dell’attaccamento e del senso di fedeltà nei confronti di quell’azienda che gli aveva dato l’opportunità di migliorare le proprie condizioni di vita e quelle della sua famiglia. Contemporaneamente, insieme ai figli, mette su una piccola fabbrica di mobili tappezzati che annovera tra i suoi clienti prima  di tutti la Ditta Lenzi e molti altri sparsi in Toscana. Anche questo è un momento molto positivo per Loris e la sua famiglia.

Ricordiamoci che prima di essere dipendente della ditta Lenzi, Loris Niccolai era passato attraverso brevi esperienze lavorative, come il pompiere presso la “S. Giorgio”, il muratore e il contadino. Naturalmente, finita la guerra, inseritosi in un processo produttivo sempre più in espansione, anche in virtù del passaggio da un’economia rurale a quella industriale che offriva molte opportunità di lavoro, Loris, tenace lavoratore che non temeva  la fatica che lo aveva accompagnato fin da bambino, ha avuto modo di mettere in risalto le sue capacità e la ferrea volontà. A coronamento di una vita dedita al lavoro, non poteva mancare il riconoscimento del Presidente Pertini,  che gli conferisce il titolo di Cavaliere della Repubblica.

Nella foto di gruppo, partendo da sx: Armando Disnan, Loris Niccolai, Giovanni Foddai e Luigi Lenzi.

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