Luciano Caramelli – il sindaco del sorpasso

Luciano Caramelli – il sindaco del sorpasso

di Massimo Cappelli

settembre 2016

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Luciano Caramelli, appartenente al Partito Comunista Italiano, fu eletto Sindaco di Quarrata nella seconda metà degli anni Settanta, proprio quando la politica nazionale si preparava al “sorpasso”, ovvero alla vittoria dei comunisti (da sempre all’opposizione) sui democristiani che dal dopoguerra avevano ininterrottamente governato l’Italia. Ma alle elezioni politiche questo sorpasso non avvenne mai. Era una figura signorile, con un tono da intellettuale ma molto semplice. Appassionato di politica da sempre, “innamorato” e studioso di Antonio Gramsci, diventò già da giovane divulgatore delle ideologie del Partito. Luciano, anche se apparentemente austero e di poche parole, si scioglieva quando affrontava gli argomenti che amava di più, come la politica e la fisica, coinvolgendo i propri interlocutori con grande passione. Era insegnante dell’Istituto Tecnico per Geometri di Pistoia, del quale ne è stato anche Vice Preside e dove, nel laboratorio di fisica, ha formato tanti studenti svolgendo il proprio ruolo di assistente. Nel 1973, frequentavo il corso di apprendistato dove lui era unico docente Ricordo che nel poco tempo a disposizione tentò di avvicinarci ad Einstein e alla fisica in genere, anche attraverso il racconto del film di Stanley Kubrick “2001 Odissea nello Spazio”. Dopo essere stato consigliere comunale nell’ultimo mandato di Vittorio Amadori, fu Sindaco di Quarrata dal 28 luglio 1975 fino al 9 agosto 1980. Abbiamo rivolto qualche domanda alla moglie, alla figlia e a qualche amico.

La figlia Sonia lo ricorda piacevolmente così:

Quando mio padre era in politica ero molto piccola e ricordo poco, se non la grande passione con cui vi si dedicava. Ricordo bene, invece e con piacere, il suo mondo della scuola, di quando era Vice Preside all’Istituto Tecnico per Geometri di Pistoia, di cui spesso raccontava degli episodi che lo avevano divertito e che avevano come protagonisti gli studenti. Era facile intuire la simpatia che provava nei loro confronti anche dal tono con cui raccontava persino di qualche ‘bravata’ commessa da alcuni un po’ più esuberanti, come pure le scuse tanto ingegnose e fantasiose dei ritardatari abituali per ottenere l’autorizzazione ad entrare a scuola. Era bello condividere questi momenti e mentre lo vedevo ridere per quello che raccontava immaginavo la sua espressione seria e di rimprovero che sicuramente aveva tenuto sul momento per il ruolo che rivestiva.

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Signora Giuseppina, Luciano portava a casa i suoi problemi istituzionali?

Non poteva essere altrimenti, svolgeva il suo ruolo istituzionale di Sindaco con grande impegno e senso del dovere ed era inevitabile che anche la famiglia ne venisse coinvolta, motivo per cui rifiutò una nuova candidatura. Sono tanti i ricordi, ma una particolarità del suo carattere, che lo ha sempre contraddistinto e che apprezzavo molto, era la sua capacità di riuscire a mettere insieme compagnie molto eterogenee. A Luciano, infatti, piaceva molto organizzare cene nel giardino di casa con persone molto diverse fra loro, infatti alla stessa tavola sedevano amici del mondo del lavoro e della politica, amici con cariche istituzionali e amici contadini e operai che frequentavano la Casa del Popolo di Quarrata. Tutte quelle persone, tanto diverse tra loro, Luciano riusciva a farle integrare ed a trascorrere insieme delle serate davvero in allegria.

Chiedo a Alberto Bertocci: Luciano approvava la politica di allontanamento del suo partito dal sistema russo e l’avvio del progetto chiamato Compromesso Storico?

Era molto allineato alla politica di rinnovamento di Enrico Berlinguer. Ha sempre mediato, con intelligenza, fra i radicali e gli innovatori. In accordo con la Federazione pistoiese già dal 1970 quando a Quarrata furono rinnovati i quadri del partito, Luciano si mise a capofila ad un gruppo di giovani, inserendo però anche a qualche anziano con idee innovative a rappresentare la Resistenza ed evitare strategicamente una eventuale rottura. Fu lì che preparo la strategia che favorì la presa del Comune con la sua Giunta di sinistra. Luciano dimostrò di avere grandi doti di diplomatico quando si adoperò a favore del dialogo con la sinistra della D.C. locale tramite la neonata ‘Repubblica Conciliare’, istituita per aprire la strada al progetto del Compromesso Storico di Moro e Berlinguer. Nel suo mandato fece molte cose positive, per ricordarne solo una: si adoperò per salvare Montorio e il Montalbano da una selvaggia speculazione edilizia.

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Ci racconta Marcello Brotto

Per fare un ricordo completo di Luciano dobbiamo necessariamente dire che nei momenti di relax era molto spassoso, tendeva allo scherzo in maniera molto raffinata con un’ironia fine ed elegante.

Racconta di lui Dario Magazzini:

A fine anni Sessanta, dalla Federazione di Pistoia ci imponevano una persona di loro fiducia per fare il capogruppo della sezione di Quarrata, allora io, Mario Bellini e Arrigo Moncini andammo a cercare Luciano. Fu così che entrò a fare politica da molto giovane. Fu l’orgoglio di tutti noi poiché perché era molto intelligente e capace, ed anche perché all’interno del partito non c’era nessuno in grado di fare il Capogruppo.

Chiedo a Magazzini: “Visto che il Compromesso Storico, possiamo dire sia già avvenuto da molti anni, come vedresti Luciano in questa situazione politica di oggi?

La situazione politica di oggi è raccontata molto bene dall’evoluzione delle sigle del partito negli anni: P.C.I. – P.D.S. – D.S. – P.D. Soffermandosi su quest’ultima possiamo notare che manca la esse, e la esse sta per Sinistra! Non so se mi sono spiegato. Tornando a Luciano, essendo lui una persona moderata e intelligente, credo sarebbe stato molto capace di convivere al massimo della dignità nella situazione politica di oggi, evitando lo scontro e facendo del dialogo uno strumento utile, punto di forza per la convivenza.

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