Mario Lomi – medico storico

Mario Lomi – medico storico

di Serena Michelozzi

dicembre 2019

Il Dottor Mario Lomi, classe 1944, figlio del Dott. Francesco Lomi, noto medico condotto di Quarrata fin dagli anni ‘50, ha seguito le orme del padre iscrivendosi all’Università di Medicina e Chirurgia di Siena, dove si è abilitato alla professione Medica nel 1971.

«Il fatto che mio padre fosse medico, sicuramente ha influito nella scelta della mia professione, anche se, grazie all’educazione impartitami dalla mia famiglia, sono cresciuto con un forte senso del dovere e di servizio verso il prossimo, caratteri tipici del lavoro del medico» ci racconta il Dott. Lomi, che, differentemente dalla branca medica del padre, ha scelto di specializzarsi in Medicina Interna, spiegandoci che: «è l’unico reparto in cui il corpo umano si vede nella sua interezza e consente di approfondire le vere origini della malattia, nonché di scoprire l’intimo funzionamento di ogni organo del nostro corpo». Il Dott. Lomi è quindi sempre rimasto all’interno del settore della Medicina Interna, specializzandosi inoltre in Nefrologia Medica, in Malattie dell’apparato respiratorio e Tisiologia presso l’Università Degli Studi di Firenze, conseguendo successivamente l’idoneità ad Aiuto in Medicina Generale, Aiuto in Pneumologia e Primario in Medicina Generale.

Nel 2000 è diventato Direttore della I Unità Operativa di Medicina Interna presso l’Ospedale di Prato ed ha ricoperto questa carica sino al pensionamento nel 2012, rivestendo questo ruolo è stato relatore di numerosi incontri scientifici con i medici ospedalieri e con i medici di famiglia. «Durante il periodo in cui sono stato Primario (Direttore della Prima Unità Operativa ndr) mi sono sempre preoccupato della qualità e dell’approfondimento del lavoro. Avevo creato una sorta di quadro di eccellenza in cui venivano indicate le diagnosi meno comuni che ciascun collaboratore del team medico era riuscito ad ottenere. Ci ritrovavamo inoltre il giovedì, il c.d. giovedì dell’Internista, e facevamo un summit sui casi clinici particolari, confrontandoci con altri specialisti per affrontare insieme nuovi argomenti. Vi sono state anche tantissime pubblicazioni su riviste internazionali, che servivano per far emergere le particolarità di malattie, che, sebbene a prima vista, potevano sembrare comuni, ad un esame più approfondito risultavano invece come malattie rare» ci racconta Mario Lomi, che, fra le tante esperienze, è stato anche Responsabile del Modulo di Endoscopia Diagnostica ed Operativa delle Malattie dell’Apparato Respiratorio e presso il Centro Endoscopico dell’Ospedale di Prato ha eseguito oltre 4000 Esofago-gastro-duodeno-scopie, nonché circa 1000 Bronco-scopie Diagnostiche e Terapeutiche.

Il nostro Dottore ha affrontato la sua professione non solo con grande maestria e professionalità, ma anche con umanità, in quanto è sempre stato attento e sensibile al rapporto col proprio paziente: «Ho sempre cercato di pensare al paziente nella sua interezza: non solo dal lato della malattia, ma anche da quello umano. L’approccio al paziente consiste nel saperlo ascoltare e nel personalizzare la malattia, rilevando quegli aspetti utili al percorso di cura, rassicurandolo sulle concrete possibilità di guarigione. Il medico deve essere scientifico nella conoscenza ed umano nei rapporti» ci spiega. Tra i casi clinici più particolari che gli sono capitati, vi sono stati ad esempio quello di una donna straniera di lingua sconosciuta, ricoverata per emorragie da difetto di coagulazione. Il tipo di difetto, l’età, l’insorgenza improvvisa, non si inquadravano inizialmente in nessuna malattia, ma con l’arrivo dei familiari e dell’interprete, la soluzione fu che la paziente aveva mangiato formaggio avvelenato per topi. Ancora. Quello di un uomo ricoverato, dopo un incidente stradale, in stato confusionale, con episodi di contratture muscolari. Il Dott. Lomi ed il suo team di reparto, sono arrivati alla soluzione con diagnosi di ipoparatiroidismo da trauma del braccio sinistro, braccio dove gli erano state trapiantate, chirurgicamente in passato, le ghiandole paratiroidi asportate in corso di grave intervento sul collo. E così via.

«La professione del medico ti coinvolge completamente, si tratta un po’ di una vocazione. Il medico deve orientare la propria vita tenendo sempre presente il proprio dovere verso il prossimo!» conclude il Dottor Mario Lomi.

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