Negozi di vicinato: segnali di ripresa

Negozi di vicinato: segnali di ripresa

di Giacomo Bini. Ph: Foto Olympia

marzo 2019

Si registra qualche segno di ripresa o addirittura di rivincita dei negozi di vicinato. Sono indicazioni minime ma chiare che vengono da un’indagine svolta da Confesercenti secondo cui, la percentuale dei consumatori interessata ad acquistare nei negozi, anziché nella grande distribuzione oppure on line, è cresciuta dal 16 per cento nel 2017, al 21 per cento nel 2018.

Un aumento di appeal de negozi che segue anni di calo costante: dal 26 al 16 per cento nei dieci anni dal 2007 al 2017. Dieci anni terribili in cui sono spariti 100mila negozi e 535mila posti di lavoro. Pochi giorni fa uno storico italiano ed editorialista del Corriere della Sera, Ernesto Galli della Loggia, ha firmato un articolo dal titolo “Lo sviluppo che crea insicurezza” ricordando che nella strada dove si trova il suo studio a Roma, pochi anni fa c’erano, a breve distanza l’uno dall’altro: “un bar, un tabaccaio, un negozio di tintoria, un alimentari, una trattoria, un’edicola, un barbiere e un idraulico” e che ora invece c’è il deserto commerciale, con un peggioramento della vita sociale e delle relazioni umane spaventoso e oltretutto con un aumento dell’inquietudine e dell’insicurezza collettiva.

Noi non siamo esperti di statistica e di economia ma formuliamo la speranza che quei segnali di ripresa dei negozi si confermino e si rafforzino non solo per il bene degli esercenti e dei loro dipendenti ma soprattutto per la qualità della vita dei nostri centri urbani, grandi e piccoli. Un’inversione di tendenza è necessaria e auspicabile. E forse, a giudicare dai dati di Confesercenti, qualcosa sta mutando nelle abitudini della gente. Non è difficile accorgersi che i negozi hanno una marcia in più, offrono qualità e servizi che solo loro possono garantire. Basta andare la mattina presto, già alle sei, in un forno-alimentari di qualsiasi centro urbano, anche nella nostra piana. Intanto si trova la saracinesca aperta, gente col sorriso che ti dà il buongiorno, dei banchi meravigliosi con tante cose buone pronte per iniziare bene la giornata. E una cortesia, una conoscenza del cliente, una flessibilità di offerta che solo i piccoli esercenti possono praticare. Entra una nonna e la commessa sa già cosa preparare per la merenda dei nipoti: quella particolare schiacciata, di quelle particolari dimensioni, né di più né di meno. Chi sta dietro il banco conosce spesso i componenti del nucleo familiare e sa esattamente i loro gusti: cornetto integrale o ai cinque cereali a seconda che si tratti del babbo o del fratellino. Per non parlare della possibilità di scambiare due parole: «E’ un po’ di tempo che non vedo sua moglie, come sta?» Esci che ancora non è sorto il sole e già sei sicuro di aver fatto qualcosa di buono per la tua famiglia. Forse sarà un davvero buongiorno.

P.S. In tema di incremento e valorizzazione dei negozi di vicinato, si rimanda al Concludendo di Massimo Cappelli, sull’interessante iniziativa: “Vantaggi in Comune” a Quarrata.

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