Polveri fini PM 2,5 – facciamo il punto con Legambiente Quarrata

Polveri fini PM 2,5 – facciamo il punto con Legambiente Quarrata

di David Colzi

marzo 2019

Da giugno 2018, nella chiesa di San Giacomo di Stazione è stato collocato un analizzatore CNR-INO per polveri sottili PM 2,5; un impianto identico è stato installato all’altezza dell’incrocio di Olmi nel 2017 e intitolato alla memoria del nostro Giancarlo Zampini. Questi interventi sono stati voluti da Legambiente Quarrata, coordinata dal presidente Daniele Manetti, in sinergia con il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Firenze, nella figura del fisico Massimo Del Guasta, che ha realizzato i rilevatori. Il loro compito è quello di fornire una mappatura della presenza di polveri sottili nell’aria dei nostri Comuni. I luoghi delle collocazioni non sono casuali: ad Olmi si è scelto un’area da sempre considerata fortemente inquinata, cioè quella a ridosso della statale 66, proprio sul tetto della sede locale dell’associazione, mentre a Montale si è optato per uno spazio a cielo aperto, libero da ostacoli in altezza.

Queste due apparecchiature rilevano le polveri PM 2,5, cioè quelle con diametro inferiori a 2,5 microm (1 microm = 1 millesimo di millimetro). In televisione si parla giustamente dei pericolosi PM10, legandoli allo smog delle auto, ma le polveri PM 2,5 sono altrettanto dannose, perché viste le dimensioni, si possono infiltrare negli alveoli polmonari, arrivando fino al sangue.

Prima di entrare nel merito, va detto che gli analizzatori in questione sono considerati “sperimentali”, quindi le loro rilevazioni non sono riconosciute ufficialmente, sebbene a un centinaio di metri da quello di Stazione vi sia un impianto dell’ARPAT (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana) che registra sia i PM 10 che i PM 2,5, offrendo gli stessi risultati di quello di Legambiente/CNR.

Gli apparecchi di Quarrata e Montale, grazie ad un sistema laser, analizzano l’aria ogni 5 minuti, annotando i picchi durante il giorno, invece di realizzare una media nelle 24 ore; in più sono provvisti di un anemometro per verificare da quale parte arriva l’aria inquinata.

Così Legambiente, incrociando i suoi dati con quelli dei tecnici della Regione Toscana e dell’ARPAT, con cui c’è da sempre una stretta collaborazione, ha visto che per quanto riguarda Quarrata, Agliana e Montale, la maglia nera per l’emissioni di polveri fini va a Vignole e San Michele Agliana, mentre a Stazione si sta un pochino meglio. Ma se si parla di Montale, a tutti viene in mente l’inceneritore, che da sempre anima il dibattito cittadino circa la sua pericolosità. A riguardo, per avere dati certi, Legambiente Quarrata sta pensando di installare tre rilevatori attorno all’impianto, per avere una triangolazione precisa e vedere quanto i fumi emessi impattino sull’aria. Naturalmente si parla sempre di polveri fini, quindi niente diossine o nano polveri.

Come se non bastasse, a peggiorare la nostra situazione c’è la conformazione di questa parte della piana che non aiuta lo smaltimento delle polveri fini. Soprattutto il Montalbano crea una sorta di barriera naturale dove l’aria ristagna sotto i 200 metri. Da sottolineare che se parliamo di PM 2,5, la loro concentrazione può risultare molto alta anche in una giornata particolarmente limpida, perché, lo ripetiamo, non si tratta di smog che si può vedere anche a occhio nudo. Paradossalmente la situazione migliora in estate, forse perché cambiano le condizioni meteorologiche e portano via un po’ di “sporcizia”. Sempre questi dati incrociati, rilevano che non tutta la piana ha la stessa qualità dell’aria: a Pistoia, per quanto strano possa sembrare, si sta meglio che a Quarrata e Montale.

Un’altra cosa che forse in molti ignorano è che un forte impatto sulla presenza dei PM 2,5 nell’aria, lo danno gli abbruciamenti – cioè il dar fuoco alle sterpaglie – che dalle nostre parti si concentrano soprattutto sul Montalbano e sui colli sopra Montale; siamo oltre il 40% del totale inquinante. Anche in questo caso ci sono sinergie fra gli enti pubblici e Legambiente Quarrata per ridurli, con specifiche delibere e progetti: ad esempio si vorrebbe trovare, assieme alla regione Toscana, il modo di incentivare le aziende agricole a munirsi di Bio-trituratori, per trasformare le sterpaglie in compost. Un’altra curiosità che apprendiamo dai rilevamenti su Montale è che i PM 2,5 si innalzano quando passano alcune tipologie di treni merci. Per il resto le polveri sono create da elementi inquinanti quali il traffico e la combustione delle biomasse.

Di questo e molto altro, si è parlato in un convegno a febbraio, presso le scuderie della Villa Medicea La Màgia, dal titolo: “La qualità dell’aria: criticità e soluzioni”, promosso dall’amministrazione comunale di Quarrata in collaborazione con Legambiente Quarrata. Fra gli intervenuti: Federica Fratoni, assessore all’ambiente della regione Toscana e l’ingegnere Andrea Casseri, responsabile dell’ufficio ambiente per il Comune di Quarrata.

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