Quarrata Bike

Quarrata Bike

di Marco Bagnoli

settembre 2020

Nel corso di un turbinoso temporale di mezza estate ci siamo incamminati per le strade di Quarrata per incontrare Pietro Patania. Come capita a molti, Pietro nella vita si occupa di ben altro, ma nel tempo libero è invece un ciclista di tutto rispetto. Fino a cinque anni fa il suo sport era il calcio, ma poi un giorno si è deciso a fare una prova come si deve su una due-ruote avuta in prestito, e da quel giorno si è convinto ed è definitivamente montato in sella. A fargli compagnia ci sono alcuni amici di Quarrata o delle vicinanze, che dal novembre del 2016 hanno deciso di costituirsi in una società, manco a dirlo la Quarrata Bike.

La Quarrata Bike, ci dice Pietro, non è una società come tutte le altre, perché è la prima ad essersi costituita in onore delle due-ruote sul territorio di Quarrata. E infatti, la maggioranza dei suoi attuali quaranta tesserati sono di Quarrata, anche se non mancano provenienti da Pistoia, Agliana e Bottegone. Assieme a Pietro nel consiglio direttivo, ci sono: Simone Panconi, Fabio Guerrieri, Marco Disep (già campione di ciclismo toscano juniores), Alessio Mazzoni e Olindo Zingaro; ma della banda fanno parte anche Alessandro Brunetti, dilettante nella Pistoiese, e Giulio Pacini, che fino a poco tempo fa correva nella Franco Ballerini, squadra dedicata al grande Ballero. Presidente non poteva essere che Rames degli Olmi, al secolo Gianni Cafissi, col suo negozio di biciclette, anche lui coi suoi meritevoli trascorsi da dilettante – ha corso nella GS Poltrarredo Quarrata e poi nella Vellutex Fanini. Andare in giro in bici con gli amici è bello, ma con un po’ di agonismo può esserlo ancora di più; per questo la Quarrata Bike si è da subito concentrata nel far gareggiare in proprio gli associati a varie competizioni amatoriali, tra le quali spiccano le granfondo in giro per l’Italia, fino a La Spezia o le Dolomiti, passando per il Chianti, Bagni di Lucca e altre amene località della regione. E i tesserati non si tirano certo indietro, anzi, si fanno avanti nella propria indomita fascia di età, oscillante tra i venti e gli oltre cinquant’anni. E in mancanza di competizioni ufficiali si ritrovano in piazza la domenica per decidere l’itinerario del giorno – meglio, gli itinerari, dal momento che non possono certo procedere in quaranta tutti in strada.

E se capita un lockdown che non si può mettere il naso fuori di casa, come la mettiamo? Appoggiata al muro, perché non ha neanche il cavalletto, direbbe una vecchia barzelletta. E invece no, la mettiamo proprio sui rulli. Sì, i rulli per andare in bici al chiuso, come si usa nelle palestre. Collegandosi grazie a Duo di Google, una tele-chiamata in video conferenza, i nostri amici sono stati in grado di mettersi in contatto tra loro per continuare ad allenarsi per tutto il mese di aprile, per un’ora al giorno, concordando la difficoltà e i le modalità dell’esercizio. Ma se ci metti un po’ di agonismo non è meglio? E allora va bene, gareggiamo. Per gareggiare anche in tempo di lockdown c’è Zwift, una piattaforma on-line che consente di competere con un centinaio di partecipanti da tutto il mondo su di una serie di percorsi di fantasia: è possibile infatti seguire lo spostamento del proprio avatar nello schermo, che avanza per mezzo di un sensore cardio, in grado di “decifrare” la reale fatica della pedalata nei watt necessari allo spostamento della nostra pedina sul percorso. Quindi alzarsi e pedalare!

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