Rete fognaria e depuratore – questione irrisolta

Rete fognaria e depuratore – questione irrisolta

di Daniela Gori

giugno 2017

Che fine hanno fatto gli investimenti che quasi 20 anni fa avrebbero dovuto portare con una serie di canalizzazioni, a realizzare un sistema completo di depurazione? E’ quello che chiedono da anni i residenti delle frazioni di Casini, Catena, Caserana, Ferruccia e in parte Barba. A partire dal 1998 infatti venne realizzata una rete di più di 10 km di tubature fognarie, in gres ceramica, materiale piuttosto pregiato, per una spesa che si aggirava intorno ai 7 miliardi di vecchie lire.

Quella rete però non è mai stata messa in funzione. Perché? Perché, considerate e messe in progetto le pendenze, avrebbe dovuto confluire in un depuratore alla Querciola che non è mai stato costruito, come ci confermano i professionisti dello studio di Quarrata che si occupò della progettazione e della maggior parte della direzione dei lavori. L’area infatti era nel frattempo divenuta una A.N.P.I.L., ossia Area Naturale Protetta di Interesse Locale (foto sopra), dove era impensabile veder sorgere un impianto di raccolta e depurazione delle acque reflue di mezza città.

Così adesso i residenti continuano con le loro lamentele: «Uno spreco di soldi della comunità, oltre al disagio di migliaia di cittadini che, come noi, non stanno usufruendo della rete fognaria, per cui abbiamo dovuto predisporre lo scarico dei liquami in proprio con fosse biologiche». Una situazione grave sia sotto il profilo economico che ambientale e che è stata spesso denunciata dagli attivisti di Legambiente Quarrata.

Sulla questione è intervenuto più volte anche il presidente dell’associazione, Daniele Manetti, che ha messo in evidenza la connessione tra i problemi alla fognatura e allagamenti: «La mancanza del servizio di depurazione su una vasta area pianeggiante soggetta a ricorrenti alluvioni, come ammettono i tecnici della Regione Toscana e del genio civile» ha dichiarato in varie occasioni Manetti «porta a determinare un ulteriore livello di criticità per il rischio idrogeologico e di inquinamento». Di fronte allo stato attuale delle cose, senza alcuna previsione di recupero delle opere ormai fatte, sono stati recentemente gli stessi soci di Legambiente Quarrata, tra cui Massimo Niccolai, insieme a tecnici professionisti, a proporre eventuali soluzioni. «Ci risulta che il depuratore, tenendo conto del sistema di pendenze del terreno e delle fognature, non potendo essere situato alla Querciola per non deturpare l’area di interesse naturale, era stato deciso, in alternativa, di farlo lungo il Quadrelli nei pressi della tangenziale prolungamento di via Firenze» fanno notare Manetti e Niccolai «dunque noi suggeriamo due soluzioni possibili. La prima, è quella di realizzare finalmente lì il depuratore, nell’area priva di interesse urbanistico accanto alla tangenziale dove scorre il Quadrelli. La seconda soluzione alternativa, e con minore spesa, è quella di fare al suo posto un punto in cui i liquami si concentrano e con una condotta vengono portati fino al depuratore che si trova presso il Calice. Sarebbero circa 4 km, di tubature, che si immetterebbero in un impianto di Publiacqua e che sta servendo ad oggi solo Agliana e in parte Prato».

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