Ma se io avessi previsto tutto questo… (9 anni di Noidiqua)

Ma se io avessi previsto tutto questo… (9 anni di Noidiqua)

di Massimo Cappelli

giugno 2016

massimo

Mi dicevano, “studia” da piccolo, e io duro! Ho dato gli esami di terza media (unico mio titolo di studio) in ospedale, a Prato, dove fui ricoverato a causa della rottura del tendine di Achille (anzi del mio, fosse stato quello di Achille forse, me ne sarebbe importato meno) e dove restai per quasi tre mesi. La mia ambizione era iscrivermi alla scuola d’Arte, ma avrei forse iniziato a corso avanzato o l’anno successivo con i ragazzi più piccoli; fu così che decisi di andare a lavorare in fabbrica, in falegnameria, dove restai per oltre quindici anni, e da dove mi licenziai lasciando un posto sicuro e facendo piangere per molti mesi la mia povera mamma. Dopo tutto questo tempo mi sono “inventato” un lavoro per il quale la Scuola d’Arte sarebbe stata la formazione: l’agenzia di pubblicità. Per molti anni ho creato e pianificato campagne pubblicitarie su vari mezzi, prediligendo la radio. 

Nel 2008, dopo venti anni di attività in proprio, mi balenò per la testa di realizzare una pubblicazione: volevo fare un giornale che raccontasse di persone e di storie, quelle storie che sono da sempre la vera ricchezza culturale del paese, una cultura genuina e trasversale, insita nei ricordi di molti. Fu così che ne parlai con Giancarlo Zampini, il quale mi ascoltò senza interrompermi per più di dieci minuti (chi ha conosciuto Giancarlo non può che riconoscere in questo un primato). Nei dieci minuti successivi era già pronto il sommario del primo numero. Sul piano teorico eravamo pronti, ma un giornale non può esistere senza una redazione e fu provvidenziale l’ufficio del lavoro inviandomi un baldo giovane a fare sei mesi di tirocinio: David Colzi neo-diplomato che dopo i sei mesi fu assunto come copywriter e caporedattore del giornale. Al resto pensò Giancarlo, che con la sua ventennale esperienza di giornalista pubblicista per la redazione pistoiese de La Nazione, si mise a capofila, inserendo nello staff, oltre a David, Carlo Rossetti e Marco Bagnoli. A maggio 2008 uscì il numero zero del trimestrale NoiDiQua (foto in questo articolo) e ci rendemmo subito conto del suo successo, dovuto sicuramente alla scelta editoriale di dare risalto alla gente comune. Nel 2011, sempre in maggio, decidemmo di realizzare anche le edizioni di Agliana e Montale, prendendo in “prestito” da La Nazione Piera Salvi e Giacomo Bini che diventò direttore del giornale nel 2012, dopo la prematura scomparsa di Giancarlo. 

copertina-noidiquaOggi NoiDiQua è al suo settantaseiesimo numero (considerando le tre edizioni), ha raccontato un migliaio di storie ed è entrato, gratuitamente, quattro volte all’anno, in oltre 20.000 case della piana pistoiese. Tutto questo è avvenuto grazie ai suoi inserzionisti che da ben nove anni, con il loro contributo, regalano quattro giornali all’anno ad ogni famiglia della Piana. Ma grazie anche alla redazione che con tanta passione e dedizione porta avanti un lavoro degno di una grande rivista. 

Voglio ringraziare, oltre a tutti gli inserzionisti che ovviamente non mi è possibile nominare, i componenti della redazione partendo dal direttore Giacomo Bini e il caporedattore David Colzi. Carlo Rossetti, Marco Bagnoli, Piera Salvi, Daniela Gori. La new entry in qualità di collaboratrice ma già rubricista Serena Michelozzi, le ex Linda Meoni, Loretta Cafissi Fabbri e il satirico e irriverente vignettista Massimo Borgioli. I fotografi Gabriele Scarpellini (Foto Olympia) Gabriele Bellini e Adriano Tesi. L’addetta al reparto grafica Marica Morosi, la responsabile della divisione commerciale Roberta Civinini e Pierluigi Franconi, che per una decina di anni ha collaborato con noi. Un grazie di cuore all’addetto al reparto video del sito web Gianluca Caccioppoli e al supervisore del sito Daniele Martini. Al dottor Luigi Vangucci, che ci ha lasciato mentre componevamo questo numero di giugno, va il mio affettuoso pensiero, per aver nobilitato il giornale in tutti questi anni, con la sua firma. Un grande ringraziamento anche ai lettori (molti dei quali collezionano addirittura la rivista) che contribuiscono, ogni trimestre, a rafforzare il nostro entusiasmo. Sono sicuro che Giancarlo Zampini, da qualche parte ci osserva, ci ispira e ci guida, perché ancora oggi, leggendo gli ultimi numeri di NoiDiQua, si percepisce la sua presenza.

Ci “leggiamo” a settembre!

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