Sirius – i “sarti” della connettività

Sirius – i “sarti” della connettività

di David Colzi

giugno 2020

Immaginate due ragazzi di vent’anni in un magazzino, senza molte risorse economiche ma con un’idea vincente. Immaginate poi che l’idea si trasformi nel giro di un decennio in un’azienda solida con più sedi e un fatturato con molti zeri… No, non siamo a Cupertino nella Silicon Valley e non parliamo di Steve Jobs e del suo amico Steve Wozniak, ma ci troviamo in via di Folonica a Quarrata, i protagonisti si chiamano Simone Bongi e Riccardo Burrai e la loro idea nasce nel 2007. Simone veniva da Quarrata, Riccardo dalla Sardegna e si conobbero alla facoltà di ingegneria di Firenze, dove entrambi studiavano telecomunicazioni. L’intuizione vincente nacque dalla necessità di colmare una mancanza; nel caso di Quarrata (ma non solo), i due amici notarono che c’era una grossa difficoltà nel reperire una connessione internet affidabile e veloce, dato che 13 anni fa, le infrastrutture erano carenti su tutto il territorio. Da qui l’idea di affidarsi alle onde radio per superare le distanze, perché, com’è noto, non necessitano dei cavi in rame della linea telefonica. «Questo tipo di tecnologia stava nascendo in maniera pionieristica proprio quando abbiamo iniziato noi» precisa Simone. «Il nostro merito è stato quello di averla stabilizzata, rendendola affidabile». L’unica limitazione di questa tecnologia è legata alla visibilità fisica che ci deve essere fra la parabola che intercetta il segnale ed il “ponte” che lo eroga, perché trattandosi di onde radio, queste risentono degli ostacoli fisici, tipo gli alberi o le altre abitazioni.

Dopo i primi tentativi allestiti nel magazzino della famiglia Bongi, Simone e Riccardo decisero di credere nelle proprie capacità e fondarono la “Sirius”, con un budget di appena 1500 euro, messi uno sopra l’altro dai nostri studenti che in un primo tempo si occupavano da soli di tutto, comprese le pulizie dello stabile. «Da via di Folonica abbiamo iniziato irradiando il vicinato,» ricorda Simone «per poi arrivare ai primi ponti radio “caserecci”; infine siamo giunti a stipulare accordi con importanti gestori di torri a livello nazionale, così da installare le nostre apparecchiature sulle loro strutture e diffondere il segnale a banda ultralarga». Crearono quindi un primo punto di raccolta internet dentro un “data center”, e poi lo trasmisero grazie a ponti radio con una portata di una decina di chilometri. Naturalmente il segnale era (ed è) ricevibile solo da chi possedeva un’apposita parabola delle dimensioni di un piatto, posizionata sul proprio tetto. Questo metodo di diffusione è rimasto molto richiesto anche se sono passati un po’ di anni; basti pensare a quante zone industriali non sono raggiunte in maniera soddisfacente dalla connessione internet, oppure quanti nuclei collinari sono serviti parzialmente.

Ma per arrivare in alto bisogna sapersi evolvere e anche la “Sirius” lo ha fatto. Oggi infatti non concentra più internet in un punto solo per poi distribuirlo, ma ha creato una propria rete in fibra ottica per spostare il volume dati dalla Sicilia alla Valle D’Aosta, passando per la Sardegna in una sorta di grande anello, a cui si unisce un considerevole numero di torri per i ponti radio, con oltre 2000 punti di interconnessione. E visto l’aumento della propria infrastruttura, “Sirius” è arrivata a fornire i suoi servizi persino per conto terzi ad altre aziende di telecomunicazioni, che comprano da loro “connettività all’ingrosso”. Così facendo l’azienda nata a Quarrata è diventata fornitrice di internet per grosse catene internazionali.

Non solo: unendo la fibra ai segnali radio, “Sirius” si è imposta a tutti gli effetti come operatore nazionale per internet e telefonia, con possibilità di richiedere l’assegnazione di frequenze direttamente al Ministero competente. A certificare il loro successo ci ha pensato anche “Hurricane Elettric”, il colosso statunitense che gestisce le più grandi reti nel mondo, il quale stila una classifica mondiale, aggiornata costantemente, di tutti i provider internazionali; ebbene, “Sirius Technology srl” risulta per l’interconnessione diretta, quinta al mondo e prima fra gli operatori italiani, staccando considerevolmente la concorrenza nostrana. «Se siamo arrivati fin qui, dobbiamo ringraziare anche la Banca Alta Toscana, che quando eravamo agli esordi e chiedevamo un po’ di credito, non ci ha abbandonati, intuendo le nostre prospettive di crescita» ammettono Simone e Riccardo. Quindi, nel volgere di poco più di un decennio, questa piccola attività è cresciuta in maniera sostanziosa ed oggi dà lavoro diretto a 29 persone (a cui si aggiunge l’indotto), e strada facendo si è arricchita di altri due soci: Lelio Consani, compagno di viaggio di Simone e Riccardo dal 2009 e Gianluca Gori, altra persona che ha creduto nel progetto fin dagli esordi. Le sedi operative adesso sono tre: Quarrata, Prato e Nuoro, dove si trovano gli snodi che veicolano i dati in tutta Italia.

 

La loro grande forza è legata ad un ulteriore fattore: l’assistenza, presente ed efficace che risolve immediatamente i problemi dei clienti che per l’80% sono aziende. A riguardo Simone e Riccardo ci dicono senza indugi che oggi un’attività di qualunque settore, non può rimanere senza internet nemmeno per una mattinata, perché il disservizio si trasforma subito in danno. Per salvaguardare ancor più il singolo, alla “Sirius” si adoperano contemporaneamente diverse tecnologie di trasmissione, in modo che se una si interrompe, per qualunque motivo, entra in automatico l’altra, dando continuità: «Spesso siamo noi a contattare le persone per dirgli che c’è un problema» dice Simone, «perché con questo metodo tante volte non si accorgono di niente e continuano a lavorare, mentre a noi arriva in automatico la segnalazione». è anche vero, come ci spiegano i nostri giovani imprenditori, che questo tipo di efficienza capillare la può garantire una realtà di medie dimensioni come la loro: «Noi siamo come dei sarti» aggiunge Riccardo «e “cuciamo” attorno al cliente un servizio personalizzato adatto a lui e soltanto a lui». L’interconnessione diretta inoltre permette di avere un controllo totale sulla sicurezza informatica, con possibilità di isolare immediatamente le fonti di attacco.

Visto quanto detto finora non è difficile immaginare che nei piani aziendali c’è la prospettiva di aumentare anche quest’anno il fatturato di oltre il 50%, nonostante il Covid 19. E riguardo la pandemia, i ragazzi della Sirius si sono impegnati in prima linea per e con i loro clienti, ai quali è stato fornito gratuitamente una piattaforma per lo smart working e servizi di web meeting e video conference. Inoltre Sirius, sempre nell’ottica della “solidarietà digitale”, ha tolto i limiti di banda a tutti gli abbonamenti e ha offerto ai clienti che hanno dovuto sospendere le loro attività lavorative, modalità di pagamento dilazionato.

Un ultimo accenno va infine fatto all’età media dei componenti della “Sirius”, che oscilla dai venti ai trent’anni, con qualche piccola eccezione. Si pensi che il responsabile software ne ha solo ventiquattro. Insomma, qui il futuro è una promessa, e non qualcosa di incerto come purtroppo risulta per tanti altri giovani… E rimanendo in tema di promesse, mettiamo nero su bianco quelle che Simone e Riccardo hanno fatto alle rispettive mogli: laurearsi una volta per tutte! Come si dice, volere è potere, e loro due lo sanno bene.

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