Stefano Giovannetti …un quarratino per mare

Stefano Giovannetti …un quarratino per mare

di David Colzi

marzo 2009

Giovannetti-1

Durante il 2008 vi avevamo chiesto di segnalarci persone che secondo voi meritavano di essere intervistate da NOIDIQUA, anche tra parenti e amici. In redazione sono arrivate molte segnalazioni, di cui alcune davvero fantasiose. Abbiamo deciso di inaugurare il 2009 seguendo il consiglio di un gruppo di lettrici, che hanno portato alla nostra attenzione L’Ufficiale di Marina Stefano Giovannetti, attualmente di istanza sulla nave più bella del mondo, L’Amerigo Vespucci.

Che ci fa un quarratino in Marina?
Come sempre le cose migliori avvengono per caso. Sul finire degli anni ‘90 ero un universitario al secondo anno di “Scienze e Tecnologia Agraria” che si trovava a fare il rinvio del militare. Fu allora che vidi il bando di un corso per piloti della Marina Militare; non ci pensai due volte e decisi di iscrivermi. Purtroppo mi andò male; nonostante questo continuai il corso di Accademia e così iniziai la mia permanenza sulle navi militari. All’epoca avevo venti anni e per la prima volta mi trovavo a chilometri da casa. Quel mondo mi piacque così tanto che al termine della leva decisi di rimanere, iniziando tutto il percorso di studi e corsi che mi hanno portato, oggi, ad essere un Ufficiale di Marina.

Amerigo-1… e l’Amerigo Vespucci?

L’Amerigo Vespucci è sempre stato il mio sogno, anche quando non ero in Marina. La prima occasione per salirci a bordo l’ho avuta nel 2002, ma non riuscii ad imbarcarmi per poco. Nella mia carriera sono stato su tutti i tipi di nave, tra cui le portaerei americane e sulla nostra Garibaldi… mi mancava solo l’esperienza sul veliero simbolo dell’Italia nel mondo. Finalmente nel 2008 sono riuscito a coronare questo sogno, che proseguirà anche nel 2009.

Dove ti ha portato questa nave?
L’anno scorso abbiamo fatto il tour del nord Europa; siamo partiti da La Spezia, per andare in Marocco, Spagna, Francia, Olanda, Svezia, Danimarca e Norvegia. Poi siamo ripartiti “al rovescio” per tornare a casa, aggiungendo altre tappe tra cui vari porti italiani. Una cosa interessante di quel viaggio è che abbiamo navigato anche in acqua dolce, facendo un tratto della Senna per arrivare ad un raduno di velieri internazionale, dove la nostra “Vespucci” era considerata la madrina dell’evento. Da metà novembre 2008 è ferma a la Spezia, per i soliti lavori di manutenzione annuale; tieni presente che è una nave varata nel 1931! A maggio 2009 dispiegheremo le vele per nuovi viaggi.

Com’è la vita a bordo?
Preciso subito che la vita a bordo di un veliero è diversa da qualunque altra imbarcazione, soprattutto per quel che riguarda i compiti dell’equipaggio.
Altra cosa interessante è che la giornata la passi all’aperto, mentre sulle altre navi le mansioni vengono svolte quasi tutte “sotto coperta”.
Forse l’unica pecca, è che L’Amerigo Vespucci richiede un’organico non indifferente, con un equipaggio fisso di 250 persone, e quando imbarchiamo gli allievi della Marina, arriva fino a 400! Insomma si sta “un po’ stretti” , in quanto la nave è lunga circa 100 metri, ma la parte vivibile e di soli 80. L’intera struttura è divisa in tre parti; noi ufficiali stiamo a poppa, mentre le restanti parti sono a disposizione del resto dell’equipaggio.

Giovanetti-2Come si naviga su L’Amerigo Vespucci?
Come se fossimo nel 1800, soprattutto quando siamo in mare aperto e navighiamo a vele spiegate, spegnendo i motori. Chi non ha mai provato non può capire l’emozione nel vedere e sentire questo “bestione” di 4000 tonnellate, che scivola su l’acqua con la sola forza del vento. Certo per realizzare tutto questo ci vuole molta fatica e persone coordinate per gestire il timone, le vele, gli alberi ecc…

Tu che ruolo ricopri?
Mi occupo di pubbliche relazioni e di eventi legati alla nave. Sono l’Ufficiale che riceve gli ospiti a bordo e fa da guida ai visitatori. E’ un ruolo molto impegnativo se pensi che abbiamo una media di 10.000 visitatori al giorno, sia quando siamo ormeggiati nei porti italiani che in quelli esteri. Poi noi siamo ambasciatori UNICEF, quindi ogni volta che attracchiamo, c’è una manifestazione legata a questo nostro impegno di portatori di pace nel mondo. In più nel 2009, mi interesserò anche della parte tecnica – marinaresca, seguendo il coordinamento delle vele e degli alberi; inoltre seguirò l’addestramento degli allievi e dei nocchieri.

I tuoi familiari cosa ne pensano di questa carriera?
In famiglia ci sono sempre state reazioni differenti; mio padre mi ha appoggiato fin dall’inizio, mentre mia madre ha avuto qualche difficoltà ad accettare questo cambio repentino di vita, soprattutto i primi tempi. Adesso sono entrambi felici nel vedermi realizzato come Ufficiale di Marina.

La nostra rivista si occupa di Quarrata; cosa significa per te questa città e la sua gente?
Quarrata è la mia città… e te lo dice uno che è sempre lontano! Provo sempre un grande piacere quando imbocco il Viale Montalbano per recarmi qui a casa dei miei genitori. Purtroppo per motivi di lavoro abito a La Spezia e i miei affetti sono ancora più lontani, ma i miei cari ed i miei vecchi amici sono qua “come la vostra rivista”,  per questo torno sempre volentieri da queste parti.

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