La tangenziale verso l’autostrada

La tangenziale verso l’autostrada

di Daniela Gori

dicembre 2015
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Una delle carenze di cui si sono sempre lamentati i quarratini è che la loro città risulta isolata dalla grande comunicazione perché non è attraversata dall’autostrada e non ci passa il treno. In quasi cento anni di storia di Quarrata, non sono mancate risposte concrete al bisogno di collegamento con le grandi vie di comunicazione, anche se parziali.

Andando indietro nel tempo, se ne trova una nel 1906, quando l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Cesare Sarteschi realizzò la “Strada Nova”, oggi Via Montalbano, per raggiungere la stazione di Montale. Negli anni ’50 l’esigenza di un collegamento diretto, una tangenziale scorrevole che portasse velocemente soprattutto a Prato, polo trainante dell’economia del tessile e del mobile di cui Quarrata viveva, si fece sempre più impellente, come l’ingresso dell’autostrada ad Agliana. Ma è sempre sembrato poco probabile vedere un casello autostradale all’incrocio dei “Macelli” o una stazione ferroviaria in piazza Aldo Moro. Così, se l’autostrada “non va a Quarrata”, parafrasando un vecchio detto, “allora Quarrata andrà all’autostrada”. Un’ipotesi che tante volte, in passato, oscillando da una visione rosea al più smaccato scetticismo, i quarratini hanno pensato davvero irrealizzabile. Sul finire degli anni ’60, l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Giovanni Amadori, riuscì a dare alcune risposte alle aspettative della città, realizzando Via Firenze, da Quarrata a Casini, come primo tratto di un collegamento con Prato e l’autostrada, dopo aver già aperto un’alternativa alla Statale 66 con Via Europa, passante da Casalguidi.

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Invece la parte di strada che va verso Prato finalmente è stata realizzata e nel 2015 inaugurata, ma se fosse stata fatta quaranta anni fa, avrebbe accontentato tutta quella fetta di quarratini che proprio a Prato doveva andare tutti i giorni a lavorare, chi in bicicletta, chi in motorino e sempre più in automobile. Ma la Provincia di Pistoia non aveva fretta di realizzare il collegamento con Prato, anche se era in programma, perché c’erano sempre altre priorità. Così non venne colta l’occasione di realizzare una via alternativa e più adatta al traffico pesante, rispetto al pericoloso incrocio di Olmi e al tratto via IV novembre – ponte alla Trave, neppure quando il vecchio e torto ponte sull’Ombrone alla Ferruccia cedeva all’urto delle tante alluvioni. La Provincia scelse di ristrutturare l’incrocio con isole pedonali e semafori e  di fare  un nuovo ponte più dritto e stabile di quello vecchio; tutto ciò era meno costoso di un tratto di strada. L’alternativa di sviare fuori da Olmi il traffico pesante diretto all’autostrada, venne  rimandata nel tempo  senza una soluzione adeguata, finché non venne fatto l’accordo con la Provincia di Prato per ripartirsi le spese e diminuire inquinamento e rischio di incidenti.

Oggi, con l’amministrazione del sindaco Marco Mazzanti, abbiamo finalmente il prolungamento di via Firenze fino a Iolo di Prato, ma per arrivare al casello autostradale di Prato Ovest siamo costretti a fare l’ultima parte del percorso entrando nel reticolo delle strade minori.  Insomma, ci sono voluti cinquant’anni e 900mila euro anticipati dal Comune di Quarrata perché si potesse vedere una tangenziale che, giungendo ad un sottopasso, funzionasse da collegamento con Montale e Montemurlo. Ora manca veramente poco alla fine dei lavori: si tratta di aspettare che venga messa dall’Enel una cabina che serva ad alimentare una pompa per aspirare l’acqua in caso di allagamento del sottopasso. Poi da parte di Prato ci sono state rassicurazioni che verrà terminato il collegamento di sua pertinenza. Periodo previsto: primavera 2016.

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Per la realizzazione di questo articolo si ringrazia Rosita Testai.

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