Tullio Biagioni – “il Pittore”

Tullio Biagioni – “il Pittore”

di Daniela Gori

settembre 2019

Sono pochi quelli delle vecchie generazioni che ricordano Tullio Biagioni, conosciuto anche con il soprannome de “il Pittore” (1909 – 1992). Proveniente da una famiglia di muratori, era l’unico dei quattro fratelli che faceva l’imbianchino, quando Quarrata non aveva ancora raggiunto un aspetto per così dire “cosmopolita”. Definirlo imbianchino è riduttivo, perché lui era molto di più. Era un decoratore e pittore come il soprannome lo indica. Dopo avere frequentato la Scuola d’Arte di Pistoia sotto la direzione del Prof. Fabio Casanuova, aveva cominciato il lavoro che lo ha accompagnato tutta la vita. Un’attività che l’ha portato ben presto a farsi notare per le indiscusse capacità e a ottenere incarichi di lavoro sempre più importanti. Infatti le famiglie quarratine, proprietarie di bellissime ville situate sulla nostre colline, i cui interni erano decorati da capitelli, florilegi e affreschi vari, affidavano a lui le opere di manutenzione, l’unico della zona che potesse essere in grado di eseguire un lavoro così delicato.

Ma la sua fama oltrepassò il nostro l’angusto territorio, per giungere attraverso il passa parola, oltre provincia. Era il 1953 quando Tullio Biagioni si trasferì per un mese intero in una bellissima villa della campagna lucchese, di proprietà di una ricchissima famiglia imparentata anche con Giacomo Puccini, per compiere opere pittoriche di manutenzione ad ambienti completamente decorati e affrescati. Gli anni successivi, sarebbe ritornato fino al completamento dei lavori di numerose stanze e saloni. Ha avuto pure l’opportunità di andare in Sicilia, dove è chiamato da un ricco possidente a lavorare in una storica residenza dell’isola per riaffrescare i molteplici ambienti. Nell’occasione, gli viene consentito di portare anche i familiari, moglie e figlia, per consentire loro una lunga e bellissima vacanza. Come si vede l’appellativo di imbianchino è del tutto improprio.

Oltre alla capacità nel ritoccare affreschi nati dalla mano di famosi pittori, in Tullio c’era la mania della precisione e del lavoro fatto a regola d’arte. Ricordiamo un episodio a cui abbiamo assistito e che ci piace riportare. Con suo fratello muratore era intento a costruire un cordolo di mattoni sulla sommità di un pozzo nel suo giardino. Il fratello che procedeva nel sistemare i vari pezzi in maniera concentrica, doveva ogni tanto disfare il lavoro perché secondo Tullio non era fatto bene. Dopo un po’ di questo tira e molla dove entrambi avevano alzato la voce in uno scambio di moderate invettive, il fratello indispettito, lo abbandona e se ne va. Tullio per nulla scoraggiato continua il lavoro, che termina dopo qualche ora in maniera perfetta. Questo per dimostrare quali fossero le sue capacità e la sua meticolosità, anche in ambiti non propri. Aveva l’occhio clinico e nel giudicare le cose era sempre in grado di esprimere un giudizio critico molto equilibrato. Era anche un ottimo disegnatore come dimostrano alcuni ritratti fatti a matita, in cui aveva effigiato il suo prof.re Fabio Casanuova e alcuni familiari. Anche per quanto riguarda la pittura Tullio Biagioni poteva vantare una mano sicura e non banale, in cui prospettiva, luce e uso del colore erano la testimonianza di una solida preparazione, che gli proveniva dalla frequentazione delle Scuola d’Arte. Peccato che non abbia mai voluto esporre le sue opere, anche quando la GalleriaLa Soffitta” in attività, sarebbe stata lo sbocco ideale. Era possibile vederle solo frequentando la sua casa.

Si racconta e le fonti sono sicure, che quando fu costruito il vecchio palazzo comunale nel 1932, gli fosse dato mandato di imbiancare l’intero edificio. Per effettuare i contorni di una finestra del primo piano, aveva messo una tavola a cavalcioni della soglia, una parte dentro la stanza, l’altra sporgente all’esterno. All’interno seduto sull’estremità il ragazzo che gli faceva da aiuto, fuori lui in piedi per tinteggiare i contorni. Sembra che a un tratto il ragazzo si alzasse distrattamente, facendo precipitare a terra Tullio che non aveva più il contrappeso. Si racconta che si facesse abbastanza male e che il ragazzo fosse Carlo Giacomelli. Era oggetto anche di una leggera invidia quando passava per Quarrata in sella alla sua Gilera 4 bulloni 500, perché erano pochi a quei tempi che possedevano una moto del pregio e dell’importanza di una marca come quella.

Tullio Biagioni ha fatto parte di quella cerchia di artigiani, che prima della seconda guerra mondiale e successivamente, hanno contribuito a dare una connotazione ben precisa alla nostra manodopera, fatta prima di tutto di operosità e di sapienza professionale. Attraverso il loro lavoro e quello di generazioni successive, Quarrata si conquistò il nome di un paese altamente qualificato. Ci è sembrato giusto ricordare Tullio Biagioni che fece parte di quella schiera di pregevoli artigiani.

 

Il disegno in questo articolo: Tullio Biagioni (1929) –  Ritratto del professor Fabio Casanova, fontatore della Scuola d’Arte di Pistoia nel 1919. Collezione Luciano Petracchi.

Nella foto in bianco e nero: Tullio Biagioni, il primo a sinistra, alla galleria “La Soffitta”.

Per le immagini, si ringrazia Rosita Testai e Laura Caiani Giannini.

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