Ubaldo Petracchi – “Matassino”

Ubaldo Petracchi – “Matassino”

di Marco Bagnoli

marzo 2019

La storia di Quarrata è composta dalle singole storie dei suoi abitanti, vicende umane spesso quotidiane, talvolta eccezionali, quasi sempre sorprendenti nella loro apparente normalità. Questa volta vi raccontiamo un po’ la storia di Ubaldo Petracchi. Ubaldo nasce a Quarrata il 30 dicembre del 1902, 117 anni fa. In famiglia erano sei fratelli, quattro maschi e due femmine; uno di questi, Arnaldo Petracchi, diventerà poi famoso col soprannome di Zucchero, e noi ve lo abbiamo raccontato nel numero 1 del 2011. Anche Ubaldo aveva un soprannome, Matassino, per via del fatto che da ragazzino, intorno ai sei-sette anni, era mandato dal padre a vendere le matassine di filo di lana o cotone nelle case. Questo fatto di vendere le matassine di filo si spiega per via del fatto che tutti in famiglia, fratelli compresi, facevano il sarto, mentre a Matassino mancava la cosa forse più essenziale per poterlo fare a sua volta: la vocazione. Forse allora la sua vocazione era un’altra. Fatto sta che da allora anche il suo soprannome gli rimase impigliato addosso, e fu sempre conosciuto per Matassino.

All’epoca il filo per tessere a cucire non era certo una cosa da poco – era quella infatti l’epoca della marchesa Spalletti e del suo centro del filet e del ricamo di Lucciano. Oltre al resto la marchesa si rese partecipe della prima forma di assicurazione per le lavoratrici a domicilio del suo centro. Tutto questo per dire che alcuni anni dopo ritroviamo Ubaldo nientemeno che a Milano, dove vende il filet della sua Quarrata. Di lì a poco il fatto successivo fu quello di estendere il carnet della sua offerta anche alle tovaglie, e con questa prima partita di biancheria si diresse sulle spiagge. Doveva essere il ‘27 o il ‘28. Le spiagge in questione erano quelle poco popolate di allora di Riccione e Milano marittima e i suoi frequentatori d’élite erano la classe dirigente dell’epoca. Donna Rachele era una sua affezionata cliente. Il rapporto era talmente cordiale e la merce evidentemente buona, che Ubaldo cominciò a contattare i clienti direttamente a casa loro una volta rientrati dalle ferie – quindi principalmente nella Capitale. Partecipò anche alle grandi fiere di quei tempi, come quella di Roma all’Eur nel ‘39. Erano quelle fiere che duravano dei mesi, non come oggi, e gli affari andavano bene. Ubaldo vendeva la merce dei produttori locali di Quarrata e tutti erano contenti.

Il ‘39 è anche l’anno di un aneddoto curioso. Siamo a ridosso della guerra e Ubaldo viene richiamato. Lui si preoccupa perché ha ormai speso tutti i soldi per l’affitto della casa al mare per il periodo della stagione di vendita, per sé e per la sua famiglia. Pensa bene allora di rivolgersi a Donna Rachele. Lei lo ascolta e gli dice di tornare il giorno dopo con tutto quello che ha da vendere, e così l’entourage del Duce, chi uno chi l’altro, provvide ad acquistare tutto quello che Ubaldo si era portato per la stagione e poté partire tranquillo – per quanto si potesse essere tranquilli alla vigilia della seconda guerra mondiale… E al piccolo Luciano, che aiutava il babbo, Donna Rachele regalò cinque lire. La guerra arrivò e poi passò, venne anche il tempo della ricostruzione e da chiusa che era diventata la vita tornò ad aprirsi e a espandersi.

Si espanse pure la ditta di Ubaldo, con l’ingresso ufficiale di Luciano nel ‘52 e poi, un po’ più tardi, di Paolo nel ‘58. Arrivarono gli anni del boom e furono grandiosi anche per il nostro Ubaldo & figli. La produzione dell’epoca andava incontro alle esigenze della massa, con articoli a buon prezzo per il mercato italiano e ovviamente per quello di Quarrata in particolare. Assieme ad altri produttori della zona Ubaldo e i suoi figli sono diventati i grandi imprenditori che meritano di essere. Niente male per uno che si metteva il sacco in spalla e camminava sulla sabbia che scotta per lavorare dove gli altri si divertono.

 

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