Il valore dello sport

Il valore dello sport

di Giacomo Bini

marzo 2018

Il valore dello sport nella vita è il tema dominante di questo primo numero di Noidiqua dell’annata 2018.

Sul giornale di Montale ne troviamo forse l’esempio più evidente con la storia di Letizia Baria, schermitrice paralimpica, che si sta imponendo a livello nazionale sia nella spada che nel fioretto. Letizia ci ha travolti e contagiati con la sua gioia di vivere, definendosi «una ragazza che non ha perso il sorriso anche grazie allo sport». Letizia praticava la ginnastica anche prima dell’emorragia cerebrale che l’ha colpita a 15 anni cambiandole la vita. La coordinazione e la tonicità muscolare che aveva acquisito con la ginnastica l’ha aiutata moltissimo nel lungo e costante recupero: dal coma farmacologico alla sedia a rotelle e dalla sedia a rotelle alla ripresa della capacità di camminare. Nella sua nuova vita Letizia ha scoperto un altro sport, la scherma paralimpica, che l’ha portata a partecipare ai campionati mondiali e a portarsi ai primi posti nel ranking nazionale di categoria. Letizia non gareggia per partecipare ma per vincere, la motivazione a superare i propri limiti le dà la spinta per competere e per migliorarsi, nello sport e nella vita di ogni giorno, dove ogni movimento è una conquista. Lo sport paralimpico è talvolta presentato come un mezzo di “integrazione sociale” per i disabili, ma in realtà, dopo aver conosciuto Letizia, si capisce innanzitutto che la parola “disabile” non è per nulla appropriata e soprattutto che è lei ad aiutare noi a integrarci nella vita.

Un altro esempio, presente nel numero quarratino di Noidiqua, è quello della giovane danzatrice Elena Iannotta. La danza è senz’altro un’attività che va ben oltre lo sport ed entra di diritto nel novero delle arti ma i lettori ci scuseranno questa piccola forzatura perché ciò che ci ha interessato nell’esperienza di Elena Iannotta è lo sforzo tenace di condurre il proprio corpo oltre i suoi limiti, di plasmarlo fino a farlo diventare un mezzo di espressione di se stessi e, nel suo caso, anche di realizzazione professionale. Da una passione, scoperta tra l’altro con un po’ di ritardo, è nata una svolta esistenziale e insieme un percorso di lavoro ricco di soddisfazioni e di prospettive.

Il terzo esempio, presente nel nostro numero di Noidiqua aglianese, è quello di Fiorello Nesti di Agliana, non uno sportivo praticante ma un imprenditore conosciuto e stimato, che però ha coniugato per tutta la vita l’impegno nelle aziende con la passione per lo sport, in particolare per il calcio. Quando il mondo delle imprese si avvicina con entusiasmo allo sport, ne conseguono benefici notevoli per la comunità, come la formazione di società sportive che creano aggregazione sociale, permettono la pratica dello sport a centinaia di bambini e ragazzi e danno lustro al nome stesso del paese o della città. Un esempio è l’Aglianese, una società di calcio a cui Fiorello Nesti ha legato il suo nome e che continua anche oggi ad essere un fiore all’occhiello per la comunità.

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