Antonella Raoni – la bellezza della pittura

Antonella Raoni – la bellezza della pittura

di Piera Salvi

marzo 2019

Terminati gli studi si è dedicata alla libera professione, ma ha continuato a coltivare la sua profonda passione per la pittura. Una passione, quella di Antonella Raoni, unita all’ammirazione per i grandi maestri del passato che l’hanno portata a intraprendere il suo percorso artistico. Originaria di Prato, si è poi trasferita ad Agliana, dove vive e lavora.

Molti aglianesi l’hanno scoperta e apprezzata nella mostra di pittura “Trasparenze”, che è stata allestita nel novembre 2018 nei locali della Compagnia del Santissimo Sacramento della parrocchia di San Piero a cura del Gruppo dei semplici, con patrocinio del Comune. Antonella è stata per molti visitatori una vera rivelazione, perché nonostante i numerosi riconoscimenti ottenuti in varie città, tra cui Prato, Torino, nel livornese e nell’aretino sconfinando fino in Umbria, Antonella Raoni era finora poco conosciuta ad Agliana.

La pittrice si è formata artisticamente con il maestro Bruno Di Maio. «Un incontro fondamentale» spiega Antonella, «sia per la mia formazione artistica che per avvicinarmi alla pittura realista, nella quale ho trovato quella che considero l’espressione artistica che mi è più congeniale». Nelle sue tele si coglie l’ammirazione dell’autrice per gli artisti del XVII secolo riproposta in chiave moderna.  Prevalgono i colori bianco, rosso e giallo su fondo nero, che giocano con le trasparenze del vetro, drappeggi e argenti. «I quadri di Antonella» rileva Lucetta Risaliti, critico d’arte «suscitano in noi continui paradigmi. Nelle opere di Rembrandt i soggetti vivono di luce propria come se fossero illuminati dall’interno. Caravaggio faceva circolare l’aria nell’ombra. Antonella crea colore lucente e l’atmosfera appare limpida anche quando usa toni molto scuri. Tutti i suoi soggetti sono dotati di chiarezza adamantina e l’ombra più nera fa riverberare di trascendente chiarità i magnifici trionfi di fiori appena colti e la frutta che penzola dalle brillanti alzatine di cristallo».

«In un contesto culturale e artistico come quello in cui siamo immersi oggi» rileva ancora Lucetta Risaliti, «saturo di immagini computerizzate dove tutto è possibile, ma disastrosamente effimero, dove chi ancora dipinge, lavora nel totale disorientamento, producendo opere senza pensiero, ci sorprendono e ci meravigliano i dipinti di Antonella Raoni, osservando i quali potremmo sentirci come improvvisamente catapultati nel XVII secolo, davanti alle nature morte dei pittori fiamminghi, o in un passato ancora più remoto, davanti a qualche pittura pompeiana di trompe l’oeil. Un filo rosso lega quei grandi artisti del passato alle moderne tele di questa straordinaria pittrice che coraggiosamente, ha fatto tesoro della loro lezione e ce la ripropone in chiave moderna, alla luce delle sue odierne esperienze».

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