Astrofili a Quarrata e Agliana

Astrofili a Quarrata e Agliana

di Daniela Gori

giugno 2019

“Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna?” domandava Leopardi al nostro satellite, quasi 200 anni fa.

E ancora oggi, pur senza troppa poesia, ma ricorrendo a strumenti tecnologici sofisticati, ci sono persone che cercano risposte alla stessa domanda. Tra questi, proprio nel nostro territorio, tra Agliana e Quarrata, un gruppetto di appassionati amatoriali di astronomia, che si ritrovano tra loro muniti di telescopi, occhi elettronici, computer e altra tecnologia avanzata, per osservare di notte oltre alla luna, pianeti, stelle, nebulose e galassie. Si tratta di due associazioni amatoriali di astrofili, che collaborano tra di loro non solo per condividere immagini o osservazioni personali, ma anche per organizzare eventi di divulgazione in occasione di particolari momenti astronomici come per esempio eclissi o passaggi di comete. «Sono eventi che per lo più non sono visibili a occhio nudo» spiega Fabrizio Marchetti, presidente dell’osservatorio “Associazione scientifica Valbisenzio” con sede ad Agliana, dove insieme a Marco Melani si preoccupa di tenere vivo questo interesse, «con la nostra strumentazione sofisticata, è possibile mostrare anche a chi è profano di questo argomento le macchie solari o la via lattea. Poi, grazie alla fotografia riprodotta sullo schermo del computer con l’occhio elettronico, possiamo vedere addirittura quelle colorazioni che l’occhio umano non riesce a percepire».

L’associazione di Agliana in passato ha organizzato incontri didattici divulgativi, spesso in collaborazione con enti pubblici, Pro Loco, e anche all’interno di laboratori culturali del Comune. A Quarrata invece è stato negli anni ‘90 che Carlo Bonechi ha fondato l’associazione di astrofili che aveva sede nelle vecchie scuole di Montemagno. Lì si facevano osservazioni guardando nel telescopio di Carlo, con il quale ad esempio si è osservato Giove, in occasione dell’impatto della cometa Shoemaker-Levy 9, che bombardò il pianeta con i suoi frammenti. «All’epoca avevamo addirittura la possibilità di spegnere le luci del paesino, quando si guardava il cielo» dicono i veterani del gruppo quarratino, tra cui Santi Finocchi, che ricorda: «Carlo aveva un telescopio all’avanguardia per l’epoca, il mitico C8 (Celestron 8), che adesso è un oggetto “vintage”, ma per quei tempi era eccezionale. Bisogna sottolineare che prima la bravura e la capacità dell’astronomo erano importanti, perché la strumentazione era manuale. Adesso con i mezzi tecnologicamente avanzati è tutto più facile anche per i meno esperti».

Purtroppo negli ultimi tempi l’astronomia è diventata materia poco “frequentata”, e i due gruppi si sono molto assottigliati; oggi è soprattutto il quarratino Alessandro Drovandi, fervente appassionato di astronomia, a cercare di pubblicizzare le varie attività. «Per questo cerchiamo di collaborare tra il gruppo di Agliana e quello di Quarrata, e fare sempre qualche incontro divulgativo» dicono Marchetti e Drovandi «per esempio ora di giugno facciamo l’osservazione delle macchie solari al parco Pertini, mentre a villa La Màgia abbiamo osservato la cometa Wirtanen. Da queste pagine ci piacerebbe nascesse un po’ di interesse nelle nuove generazioni, in modo da accrescere il nostro gruppo con qualche membro che abbia voglia di conoscere questo mondo così affascinante e pieno di mistero». E chissà che proprio in questo 2019 a cinquant’anni dal primo uomo sulla luna, a qualcuno non venga voglia di “tuffarsi” insieme ai nostri astrofili, nel Mare della tranquillità.

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