Scacco al tempo – un documentario su Moser in anteprima ad Agliana

Scacco al tempo – un documentario su Moser in anteprima ad Agliana

di Piera Salvi

marzo 2019

«Ciao Francesco, come va?» «Bene. Sto mangiando un cioccolatino e poi vado a Trento, dove presentano un film documentario sulla mia vita». E’ nato da questa conversazione telefonica tra due amici lo straordinario evento che si è svolto l’11 gennaio scorso al teatro Moderno di Agliana, con la proiezione (in anteprima per la Toscana) del film documentario “Scacco al tempo”, diretto dal regista Nello Correale e prodotto da Luca Del Bosco, che ripercorre la vita di Francesco Moser, l’asso del ciclismo più vincente tra gli italiani, con 273 vittorie in 14 anni di carriera nei professionisti. Oltre alle storiche imprese del campione del pedale, il docufilm presenta l’uomo vissuto in una numerosa famiglia di contadini e ciclisti del Trentino, nella Val di Cembra.

Quella conversazione telefonica avvenne, infatti, tra Francesco Moser e l’amico aglianese Franco Vettori, del Gs Dino Diddi, che organizza da oltre settant’anni la “Coppa Diddi”, alla quale Moser ha più volte dato il via, oppure premiato i vincitori. Così scattò in Vettori l’idea di presentare anche ad Agliana il film documentario su Moser. Idea accolta in pieno dallo staff del Gs Dino Diddi, a partire da Claudio Taffini e tutti i collaboratori, nonché dall’amministrazione comunale di Agliana. Nonostante un infortunio che lo costringeva a camminare con le stampelle, Francesco Moser l’11 gennaio non è mancato all’appuntamento aglianese, iniziato con una cena al Lago 1° Maggio e proseguito al Moderno, con la proiezione di “Scacco al tempo”; tanti premi, tante emozioni per lo Sceriffo (come veniva chiamato Moser ai tempi d’oro della sua carriera) e per i tanti amici incontrati al teatro Moderno, con il tutto esaurito. C’erano quelli del Gs Bottegone (il presidente Alessandro Fedi, il ds Giorgio Vannucci e il massaggiatore Piero Pieroni), la società dove Moser è stato due anni da dilettante (1971 e 1972), dimostrando già allora eccellenti qualità con oltre quaranta corse vinte. Ha ritrovato gli ex compagni di squadra e dirigenti della Filotex di Prato, primo team professionistico di Moser, dove esordì nel 1973 e, ovviamente, Vettori, Taffini e tutti i membri del Gs Dino Diddi, che hanno organizzato l’evento (patrocinato dal Comune) in collaborazione con Fil 3 e Agliana Ciclismo.

Nella serata è emerso il forte legame di Francesco con la Toscana, terra di ciclismo e vigneti, sue grandi passioni. Conduttrice Maria Elena Ulivi: tra i presenti il sindaco Giacomo Mangoni, il presidente del consiglio regionale, Eugenio Giani, il presidente della Federazione italiana ciclismo della Toscana, Giacomo Bacci, dirigenti, ciclisti ed ex ciclisti a livello nazionale e regionale, tifosi. Moser ha risposto alle domande dei giornalisti Edoardo Chiozzi (Rai3 Toscana), Antonio Mannori (La Nazione), Stefano Fiori (Il Tirreno) e dei presenti in sala, con il supporto di Radio libere di Agliana. Non sono mancati gli omaggi: targa del Comune di Agliana e delle società organizzatrici, premi “Un tartufo, una storia” (promosso dall’Associazione tartufai delle Colline Sanminiatesi con la Strada del vino delle Colline Pisane, di cui è rispettivamente vice presidente e presidente l’aglianese Andrea Acciai), “Scacco al tempo” della Federazione cronometristi italiani e una litografia dell’artista Tiziano Bonanni, dal titolo “Moser il fulcro della ruota”. Moser ha salutato gli amici del Gs Dino Diddi con una promessa: «Tornerò a settembre per l’edizione 2019 della Coppa Diddi».

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