Avis Quarrata – la solidarietà ha messo radici (1961 – 2011)

Avis Quarrata – la solidarietà ha messo radici (1961 – 2011)

Quanto segue è tratto dal libretto che l‘Avis Quarrata ha realizzato per i suoi 50 anni di attività: nello specifico si tratta dell’introduzione al volume firmata di Athos Capecchi, Direttore Sanitario.

giugno 2011

L’entusiasmo, la buona volontà, il senso del sacrificio, l’orgoglio di poter creare una struttura utile a tutti e la tenacia di coloro che si sono attivati, hanno permesso, nel lontano 1961, di realizzare il sogno di molti donatori del nostro Comune: avere una propria sede e un proprio Centro di raccolta. Vediamo allora di ricostruirne a grandi passi la storia.
Mi piace qui ricordare, con tanto rimpianto, la prima persona che ha fortissimamente voluto la raccolta del sangue a Quarrata: si tratta di Ulderigo Fabbri, da tutti conosciuto come Ghighi, una persona che abitava alla Ferruccia e che spesso mi proponeva il “suo progetto”. Progetto che inizialmente non presi molto in considerazione, complice la mia giovane età, ma che arrivai poi ad approvare. Iniziammo così una sorta di peregrinazione nei luoghi di aggregazione per parlare del sangue, degli interventi chirurgici, di alcune patologie e quindi della necessità delle donazioni. La partecipazione e l’interesse delle persone portarono alla nascita della nostra sezione il primo luglio 1961, presso l’Ospedale Caselli. Naturalmente Ghighi fu il primo Presidente e fin da allora l’Avis ha conosciuto una serie di ottimi collaboratori, volontari e volenterosi, che si sono alternati nei vari incarichi e che le hanno permesso di divenire la struttura importante di oggi. Alcuni di loro non sono più tra noi e li ricordiamo con infinito cordoglio, altri invece continuano il loro impegno e su tutti spicca una figura diventata ormai quasi leggendaria: Carla Pecorini.
Dal 1961 tante cose sono cambiate, non solo le patologie sono aumentate in numero, ma anche e soprattutto si sono avuti continui sviluppi della scienza medica, che hanno permesso di sostituire i vecchi contenitori di vetro e di affiancare alla donazione di sangue intero quella dei suoi componenti. Sapendo l’importanza dell’informazione, abbiamo sempre speso le nostre energie in pubblicità, incontri, manifestazioni e lezioni per i ragazzi delle scuole medie. Ora il ringraziamento più importante va alla nostra gente, che con generosità, operosità ed altruismo, tipici della nostra Toscana, ha risposto ai nostri appelli, rendendo più tranquille le attese e le speranze dei malati e allontanando, in parte, le apprensioni che turbano la nostra vita.

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