Maria Matelda Marini

Maria Matelda Marini

 

di Daniela Gori. Foto: Marcello Biancalani

settembre 2018

Ha sempre dato un importante contributo alla comunità di Vignole durante il corso della sua lunga vita la maestra Maria Matelda Marini, deceduta a Montemagno di Quarrata a 92 anni il 29 luglio scorso. Soprattutto sarà ricordata per il coro di santa Cecilia, da lei fondato e diretto, cresciuto di importanza nel tempo tanto da essere richiesto in molte processioni, manifestazioni sacre, folcloristiche e rassegne corali. Da ricordare l’esibizione in piazza san Pietro davanti al pontefice Giovanni Paolo II e quella presso l’ex cinema Moderno in presenza dell’onorevole Giulio Andreotti invitato per la donazione del corpus di 4000 volumi alla biblioteca del centro “Sbarra”, diretto da Alessandra Covizzoli. In quell’occasione con il coro vennero eseguiti i brani scritti proprio da don Dario Flori, tra i quali “La marcia dei birichini” e “Il galletto nel pollaio”. Alla rassegna regionale delle corali religiose toscane a Ponte Buggianese il coro di santa Cecilia si classificò settimo ex aequo. Non bisogna dimenticare poi la collaborazione ad eventi straordinari nella chiesa di san Michele Arcangiolo a Vignole, come l’esibizione del famoso coro femminile americano della Carnegie Hall, e quella del coro alpino dei Crodaioli, voluta dal fratello di Maria Matelda, il geometra Luciano Marini.

Maria Matelda Marini era nata a Vignole da una famiglia patriarcale ma in seguito era stata allevata dallo zio, monsignore Marini, alto prelato del Vaticano, che oltre all’educazione religiosa e culturale l’aveva avvicinata allo studio della musica a cui da allora si dedicò con passione e disciplina proseguendo da autodidatta. Divenuta maestra d’asilo, paziente e infaticabile si dedicò all’insegnamento dei più piccoli, orientandoli verso valori etici, sociali e religiosi, principi in cui credeva in modo ferreo.

Maria Matelda Marini aveva inoltre prestato servizio per anni presso la motorizzazione di Pistoia, senza tralasciare comunque le altre infinite attività, tra le quali: voce autorevole del consiglio pastorale, corresponsabile della diocesi a livello liturgico e presenza attiva e determinante nella Caritas.

«Era una persona speciale» tratteggia un ricordo di lei Valeria Paolini, che è stata per un periodo presidente della corale «voleva bene a tutti e accoglieva tutti nella corale, di cui facevano parte famiglie intere. Cercava di avvicinare alla musica e al piacere del canto in coro chiunque desiderasse farne parte, anche chi non aveva particolari doti canore o di intonazione. Maria Matelda infatti diceva che stando accanto a chi canta bene anche lo stonato può imparare. Il nostro repertorio comprendeva per lo più canti liturgici, tra i più eseguiti c’erano “O Signore delle cime” e l’Ave Maria di Bepi de Marzi, e altri brani di Marco Frisina. Maria Matelda era solita dire che bisognava prestare attenzione alle parole, dedicate al Signore, e il canto sarebbe stato più bello perché più sentito. Amava ricordare, citando sant’Agostino, che cantando si prega due volte. Proprio perché non venga dimenticata Maria Matelda e il suo grande contributo alla nostra comunità, sia dal punto di vista religioso che sociale, è stato deciso di commemorarla con una messa nella chiesa di san Michele Arcangiolo a Vignole, il giorno del suo compleanno, 12 settembre».

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